Antologia personale

 

 

Come in gran parte delle Home Page che ho visto, anche io ho una sezione dedicata alle citazioni, alle frasi celebri, ai pezzi di libri che mi hanno colpito piu' di altri o semplicemente che vorrei condividere con il resto del mondo.

 

Indice delle fonti:

Post su UseNet (la rete dei newsgroup)

"Novecento" di Alessandro Baricco
"Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupery
"Vivere amare capirsi" di Leo Buscaglia
"I ponti di Madison County" di Robert James Waller
"L'onda perfetta" di Sergio Bambaren
"L'alchimista" di Paulo Coelho
"Il diavolo e la signorina Prym" di Paulo Coelho
"Simposio" di Platone

Altre fonti

 


Da alcuni post apparsi su UseNet

 

 

Non conosco l'autore di questa frase; l'unica cosa che so di lui e' che ha scritto questa in un post su it.discussioni.sentimenti. Per favore, se l'autore sta leggendo questa pagina, mi contatti in modo che io possa dire chi e'.

 

<<Io penso che la vita sia come un mare... se si decide di traversarlo in due su una barca bisogna intendersi subito su chi deve remare. Personalmente preferisco che si remi insieme o a turno, ma non tutti fanno o pensano cosi'. La cosa buffa e' che ogni tanto qualcuno, in nome dell'amore, pensa di potersene stare col naso per aria a contemplare le stelle, dimenticandosi della barca>>

 

 

Da un post apparso su it.discussioni.sessualita scritto da Asimov

 

<<Auguro comunque anche a te (come a tutti) di avere il più spesso possibile, nella tua vita, il cuore che batte forte. Finchè lo sentirai scandire il tempo prepotente, vorrà dire non solo che sei vivo, ma che stai vivendo una vita degna di essere vissuta.>>

 

 


Da "Novecento" di Alessandro Baricco

Grazie a Veronica per avermi prestato il libro a suo tempo!!!

 

 

<<Non sei fregato vermanente finche' hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla>>

 

 

<<"Devo vedere una cosa laggiu'", mi disse.
Quale cosa?" Non voleva dirla, e si puo' anche capire perche' quando alla fine la disse, quel che disse fu: "Il mare". "Il mare?". "Il mare".
Pensa te, a tutto potevi pensare ma non a quello. Non volevo crederci, sapeva di presa per il culo bell'e buona. Non volevo crederci, era la cazzata del secolo.
"Sono trentadue anni che lo vedi il mare, Novecento!"
"Da qui. Io lo voglio vedere da la'. Non e' la stessa cosa". Sant'Iddio, mi sembrava di parlare con un bambino.
"Va beh, aspetta di essere in porto, ti sporgi e lo guardi per bene. E' la stessa cosa".
"Non e' la stessa cosa". "E chi te lo ha detto?"
Gliel'aveva detto uno che si chiamava Baster, Lynn Baster. Un contadino. Uno di quelli che vivono quarant'anni lavorando come muli e tutto quello che hanno visto e' il loro campo e, una o due volte, la citta' grande, qualche miglio piu' in la', il giorno della fiera. Solo che poi a lui la siccita' aveva portato via tutto, la moglie se n'era andata con un predicatore di non so cosa, e i figli se li era portati via la febbre, tutti e due. Uno con la buona stella, insomma. Cosi' un giorno aveva preso le sue cose, e aveva fatto tutta l'Inghilterra a piedi per arrivare a Londra. Dato pero' che non se ne intendeva granche', di strade, invece che arrivare a Londra era finito in un paesino da nulla, dove pero' se continuavi sulla strada, facevi due curve e giravi dietro la collina, alla fine, d'improvviso vedevi il mare. Non l'aveva mai visto prima, lui. Ne era rimasto fulminato. L'aveva salvato, a voler credere a quello che diceva. Diceva: "E' come un urlo gigantesco che grida e grida, e quello che grida e' "Banda di cornuti, la vita e' una cosa immensa, lo volete capire o no? Immensa!". Lui, Lynn Blaster, quella cosa non l'aveva pensata mai. Proprio non gli era capitato di pensarla. Fu come una rivoluzione, nella sua testa.>>

 

 

<<Tutta quella citta', non se ne vedeva la fine... La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine? E il rumore. Su quella maledettissima scaletta... era molto bello, tutto... e io ero grande con quel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi, era garantito che sarei sceso, non c'era problema. Col mio cappello blu, primo gradino, secondo gradino [...]. Non e' quel che vidi che mi fermo. E' quello che non vidi. Puoi capirlo fratello? E' quel che non vidi ... lo cercai ma non c'era, in tutta quella sterminata citta c'era tutto tranne... c'era tutto ma non c'era una fine. Quel che non vidi e' dove finiva tutto quello, la fine del mondo.
Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Ti sai che sono 88, su questo nessuno puo' fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quei tasti, infinita e' la musica che puoi suonare. Loro sono 88, tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si puo' vivere. Ma se tu, ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai, e questa e' la verita', che non finiscono mai e quella tastiera e' infinita... Se quella tastiera e' infinita, allora su quella tastiera non c'e' musica che puoi suonare. Tu sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello e' il pianoforte su cui suona Dio. Cristo, ma le vedevi le strade? Anche solo le strade. Ce n'e' a migliaia, come fate voi laggiu' a sceglierne una, a scegliere una donna, una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire. Tutto quel mondo, quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce e quanto ce n'e'. Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell'enormita', solo a pensarla? A viverla...
Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila per volta. E di desideri ce n'erano anche qui, ma non piu' di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicita', su una tastiera che non era infinita. Io ho imparato cosi'. La terra, quella e' una nave troppo grande per me. E' un viaggio troppo lungo. E' una donna troppo bella. E' un profumo troppo forte. E' una musica che non so suonare. Perdonatemi, ma io non scendero'. Lasciatemi tornare indietro, per favore.>>

 

 


Da "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupery

 

 

<< "La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli colo dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano.."
"Se tu vuoi addomesticami!" "Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe. "Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un pò lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un pò più vicino..."
Il piccolo principe ritornò l'indomani. "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore...Ci vogliono i riti">>

 

 

<<Gli uomini coltivano cinquemila rose nello stesso giardino... e non trovano quello che cercano... e tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa>>

 

 

<<Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere>>

 

 

<<Ma se ami un fiore che si trova su una stella, e' dolce, la notte, guardare il cielo!>>

 

 

<<Mi domando se le stelle sono illuminate perche' ognuno possa un giorno trovare la sua>>

 

 


Da "Vivere amare capirsi" di Leo Buscaglia

Grazie a Silvana per avermi fatto conoscere il libro (e comunque per tante altre cose)

 

 

<<Tu non hai altro che te stesso, percio' devi diventare la persona piu' bella, tenera, meravigliosa, fantastica del mondo. E allora sopravviverai sempre>>

 

 

<<La mia felicita' sono io, non tu
non soltanto perche' tu puoi essere fugace
ma anche perche' tu vuoi che io sia cio' che non sono.
Io non posso essere felice quando cambio
soltanto per soddisfare il tuo egoismo
e non posso sentirmi felice quando mi critichi perche'
non penso i tuoi pensieri,
e non vedo come vedi tu.
Mi chiami ribelle,
Eppure ogni volta che ho respinto le tue convinzioni
tu ti sei ribellato alle mie.
Io non cerco di plasmare la tua mente,
so che ti sforzi di essere te stesso.
E non posso permettere che tu mi dica cosa devo essere,
perche' sono impegnata ad essere me.
Tu dicevi che ero trasparente
e facile da dimenticare.
Ma allora perche' cercavi di usare la mia vita
per provare a te stesso chi sei tu?>>

 

 

<<Poi viene il giorno in cui tutti i figli se ne sono andati, e mamma si siede di fronte a papa', e si guardano in faccia, e magari lei dice "E tu chi diavolo sei?". Perche' lei prima era troppo indaffarata, e lui troppo indaffarato.>>

 

 

<<Credo sinceramente che ognuno di noi abbia un grande, incredibile potenziale d'amore. Ma e' amore in potenza e, come tutte le cose in potenza, se non viene realizzato, se non viene tradotto in pratica, non serve a molto.>>

 

 

<<Lei non si era mai preoccupata di domandare a se stessa: "Cosa e' importante per ME? Qual'e' il MIO valore? Quali sono le MIE esigenze?">>

 

 

<<Crediamo che tutto cio' che si puo' trovare sia la' fuori, alla luce, dove e' piu' facile cercarlo. Invece le uniche soluzioni per noi sono in noi. Cercate, cercate pure, ma non le troverete la' fuori. Nessuno ha le risposte che vi servono, le avete voi soltanto.>>

 

 

<<Chi e' veramente ricco d'amore capisce che l'unica realta' e' il presente. L'ieri e' passato e non potete farci nulla. Va bene cosi', perche' vi ha portati dove siete adesso. E nonostante quel che vi ha detto la gente, il punto dove vi trovate e' bellissimo. Ma non potete fare nulla per cambiare l'ieri: non e' piu' reale. E domani? Il domani e' una cosa meravigliosa, da sognare. E' meraviglioso sognare il domani, ma non e' reale. E se passate il tempo a sognare l'ieri e il domani, vi lascerete sfuggire cio' che sta accadendo ora. Questa e' la realta' reale con la quale dovete rimanere in contatto.>>

 

 

<<Io credo che l'essenziale sia vivere e abbracciare la vita, ORA, dovunque io sia. La stringo tra le braccia! Non perdo tempo a piangere sull'ieri, ieri e' finito! Dimentico il passato. Perdono quelli che mi hanno fatto soffrire. Non voglio passare il resto della mia vita a muovere rimproveri e a puntare l'indice.>>

 

 

<<Se negate anche a un solo uomo il diritto di entrare nella vostra vita, non otterrete mai in dono l'unicita' degli altri.>>

 

 

<<Cerchiamo continuamente l'ebbrezza. Non vogliamo soffrire. Bene, voi sapete che c'e' molto da imparare dalla sofferenza. Certo, io preferirei imparare e insegnare dalla gioia; ma negare che nella sofferenza vi sia un certo valore e' un errore enorme. Non aggrappatevi alla sofferenza e non auguratevela. Fatene l'esperienza, prendetela per mano e poi lasciatela andare. Ma fatene l'esperienza perche' puo' insegnarvi molte cose.>>

 

 

<<Una volta il Buddha disse: "Quando smettete di attendere, avete tutto". E' meraviglioso. Se fate i fatti vostri senza aspettare niente, avete gia' tutto cio' di cui avete bisogno. Se in cambio vi danno qualcosa, l'accogliete a braccia aperte. Dovrebbe essere sempre una sorpresa. Ma se vi aspettate una reazione, e la reazione viene, e' una noia. Smettete di attendere, e avrete tutto. Prendete tutto cio' che vi da' la gente. Se l'apprezzate, abbracciatelo, baciatelo, prendetelo con gioia, ma non aspettatevelo. Se volete soffrire, ebbene, allora andate in giro aspettandovi questo e quello. Soddisfare le vostre aspettative non e' l'unico scopo della gente.>>

 

 

<<Nella Thailandia centrale, presso il confine con la Malaysia, c'e' un posto remoto che si chiama Chayan. Al centro di un grande specchio d'acqua c'e' un'isoletta, e sull'isoletta sorge un monastero buddista. Non hanno l'acqua, e devono andare a prenderla con la barca sulla terraferma, e la versano in un grande barile. Il mio insegnante buddista mi racconto' un apologo bellissimo. Mi disse: <<Tu lavori con impegno tutto il giorno e torni indietro con un grande desiderio di bere un po' di quest'acqua preziosa, che sai di non poter sprecare. Scopri il barile, immergi il mestolo, e nel barile vedi una formica. Ti infuri. Dici "Come ti permetti di stare nel mio barile, sotto il mio albero, nella mia ombra, sulla mia isola... e nella mia acqua?" E schiacci la formica. Questa e' mancanza di distacco. Oppure rifletti prima di schiacciarla e dici "E' una giornata caldissima e questo e' il posto piu' fresco dell'isola. Tu non danneggi la mia acqua". Attingi l'acqua evitando la formica e bevi. Questo e' distacco>> Poi mi disse: <<C'e' qualcosa che si chiama "distacco assoluto". Sai che cos'e'? Quando scopri il barile e vedi la formica, NON PENSI AL BENE O ALMALE, NON PENSI ALLA RAGIONE O AL TORTO. Dai subito alla formica un pezzetto di zucchero>>. Amore! Dobbiamo incominciare a riconoscere che tu sei LA SOLA PERSONA AL MONDO che puo' darmi lo zucchero di cui ho bisogno, ed io sono la sola persona al mondo che puo' fare altrettanto per te. Ognuno di noi e' molto meno, senza l'altro.>>

 

 

<<Dobbiamo dire a noi stessi: "Io mi piaccio". Non potete dare a nessuno al mondo cio' che non avete. Percio' dovete imparare ad avere. Dovete diventare la persona piu' meravigliosa, semsibile, prodigiosa, magica, unica, fantastica del mondo, per poter avere molte cose da donare e condividere.>>

 

 

<<Non voglio che nessuno giochi a seguirmi. Perche' quando incominciate a seguire la mia strada, vi condurra' a me e vi smarrirete. L'unico modo di seguirmi e' la vostra strada.>>

 

 

<<Ogni volta che tendiamo la mano verso qualcuno corriamo il rischio di prenderci una sberla. Ma c'e' anche la possibilita' - cinquanta e cinquanta, meglio di quando potete sperare a Las Vegas- che qualcuno tenda la mano e vi tocchi con amore.>>

 

 

<<Forse perche' siamo stati tutti allevati in giardini recintati. Siamo stati protetti contro la vita. Non ci e' stato permesso di vedere cos'e' la vita... come se la vita fosse una terribile bruttura... e per questo siamo stati allevati dietro muri artificiali, in giardini pieni di fiori e di meraviglie. Solo quando arriviamo all'adolescenza, ci arrampichiamo su quel muro e scopriamo di non avere gli strumenti per sopravvivere alla realta'.>>

 

 

<<Soltanto di recente ho incominciato a capire cosa significa una frase che qualcuno mi disse molti anni fa: "Nella mia casa vi sono molte stanze". Io pensavo che la mia casa fosse composta di un grande, comodo soggiorno. Ed era piacevole. Era ben arredato ed era pulito e in ordine. E in quel soggiorno succedevano tante cose. Li' potevo invitare gli amici, potevo vivere, potevo fare molte cose belle. Ma un giorno pensai che tutto, in quella stanza, mi veniva da altri. Mille arredatori l'avevano arredata. Mi accorsi anche che c'erano molte porte. Andai ad aprirne una. Era umida, buia, piena di ragnatele. Mi fece paura, e il mio primo impulso fu di chiudere la porta. Poi riconobbi che anche quella stanza era in casa mia; percio' era mio dovere pulirma, ammobiliarla di nuovo e viverci. Mi tuffai in quella stanza, e tutto cambio'. Adesso e' una stanza maraviglisamente ariosa, e ho almeno due stanze dove invitare la gente che amo. Quella stanza aveva altre sette porte, e io le aprii. Una mi condusse alla musica, una all'arte, una all'amore, una alla bellezza, una alla gioia, e adesso ho molte stanze, e ognuna di esse ha sette porte. Non c'e' mai fine! Nessuno e' mai riuscito a trovare la fine delle stanza nella propria casa. Possiamo continuare in eterno.>>

 

 

<<Volete sapere chi siete? Guardate gli occhi di coloro che vi stanno intorno e vi amano. Sono i soli che oseranno dirvi che avete la punta del naso sporca. Tutti gli altri al mondo vi lasceranno andare in giro tutto il giorno con la macchia di terriccio sul naso. La persona che vi ama vi dira': "Ehi tesoro, hai il naso sporco".>>

 

 

<<La morte, se vogliamo ascoltarla, ci insegna che il momento e' ora. Ora e' il momento di prendere il telefono e chiamare la persona che amate. La morte ci insegna la gioia del momento. Ci insegna che non abbiamo a disposizione l'eternita'. Ci insegna che nulla e' permanente. Ci insegna a lasciare che le cose fluiscano, e che non c'e' nulla a cui possiate aggrapparvi. E ci dice di rinunciare alle aspettative e di lasciare che il domani racconti la propria storia, perche' nessuno sa con certezza se rientrera' a casa stasera. Per me questa e' una sfida colossale. La morte ci dice: "Vivete ora".>>

 

 

<<Quando io ti amo e tu mi ami, siamo uno come lo specchio dell'altro, e riflettendoci l'uno nello specchio dell'altro, vediamo l'infinito. Se voglio conoscere me stesso, non ci riusciro' vivendo solo. Lo scopriro' per mezzo delle vostre reazioni a me.>>

 

 

<<Guai a voi se vi date totalmente a un altro. Siete perduti per sempre. Restate voi stessi, come gli altri restano se stessi. Formate il "noi". Quindi lavorate su quel "noi", e quel "noi" diventa sempre piu' grande, ma anche il "tu" e l'"io" diventano piu' grandi, e formano enormi centri concentrici che crescono incessantemente! L'intimita' e' questo meraviglioso "noi". E se per caso quel particolare "noi" si esaurisce... avete ancora un "io" e cari ricordi che vi serviranno per ricominciare.>>

 

 

<<Sono pochi quelli che sono veramente vivi e vivono pienamente, nel vero senso della parola. Finche' lasciate la vostra vita nella mani di altri, non vivrete mai. Dovete assumervi la responsabilita' di scegliere e di definire la vostra vita.>>

 

 

<<Perche' c'e' la morte? Io non so perche' c'e' la morte. Perche' c'e' la sofferenza? Vorrei che non ci fosse, ma non so perche' c'e'. Se passassi la vita a cercare le risposte a questi interrogativi, non vivrei mai.>>

 

 

<<Nikos Kazantzakis dice: "Avete il pennello, avete i colori, dipingete l'inferno, fate pure, dipingetelo, ma poi non date la colpa ai vostri genitori, non date la colpa alla societa... e per amor del cielo, non date la colpa a Dio... Assumetevi la piena responsabilita' di aver creato il vostro inferno.>>

 

 

<<Se siete disposti a rischiare, a soffrire, conoscerete l'amore.>>

 

 

<<Molti di voi sono cio' che altri dicono che siete. E forse qualcuno tra voi e' stato abbastanza saggio da capire che gli altri erano animati da buone intenzioni, ma che cio' che dicono di voi non puo' corrispondere a cio' che siete veramente. Vi sentite a disagio nel ruolo che vi hanno affibiato. E allora dateci un taglio. Dite: "Scopriro' chi sono io"; e se lo fate sara' la sfida piu' grande. Non avrete molta pace, ma e' matematicamente certo che non vi annoierete mai.>>

 

 

<<Ecco. Non si ama per essere amati in cambio. Si ama per amare. Lo fate perche' e' naturale allungare la mano e dare un po' di zucchero alla formica.>>

 

 

<<Voi dovete accettare che si prendano cura di voi. Siatelo per qualcuno. E quando questo viene offerto, per molti di noi accettare e' piu' difficile che dare.>>

 

 

<<Se ognuno di noi questa sera dicesse a se stesso: ecco, non me la sento di andare ad aiutare gli altri. Non posso farlo. Ma prometto a me stesso che non faro' mai del male a nessuno, almeno intenzionalmente... santo cielo che bel posto sarebbe!>>

 

 

<<Mi piace molto la storiella di quel tale che sta viaggiano lungo una stretta strada di montagna, a due corsie, e arriva ad un punto dove c'e' una curva molto molto pericolosa. E proprio mentre sta per svoltare arriva a tutta velocita' una donna che appena lo vede si sporge dal finestrino e urla: "Porco!". E l'uomo: "Troia, troia!". Poi fa la curva... e investe in pieno un porco.>>

 

 

<<Andare al parco e guardare gli alberi da soli puo' essere bellissimo; ma avere al braccio qualcuno che dice: "Guarda quelli violacei" mentre voi state guardando quelli blu, e cosi' non vi lasciate sfuggire ne' gli alberi violacei ne' quelli blu, e' fantastico! Non lasciatevi sfuggire questo essere insieme, perche' e' vostro, perche' e' a vostra disposizione.>>

 

 

<<Se vi aspettate che il rapporto sia una continua luna di miele fatta di perfezione, resterete delusi.>>

 

 

<<Una delle cose piu' tristi al mondo e' la persona che ha investito tutto in un rapporto, e quando il rapporto finisce e' costretta a chiedersi: "E adesso che cosa faccio?">>

 

 

<<Date i vostri cuori, ma non date uno in custodia all'altro, perche' soltanto la mano della vita puo' contenere i vostri cuori. State insieme, e tuttavia non troppo vicini perche' le colonne del tempio, per sostenere il tempio, stanno separate. La quercia e il cipresso non crescono una all'ombra dell'altro. Non dovete mai crescere all'ombra di un altro. Non potete crescere all'ombra di un altro. Trovate la vostra luce e diventate grandi e meravigliosi e splendidi per quanto e' possibile.>>

 

 

<<Ad amare c'e' il rischio di non essere ricambiati. E anche questo e' giusto. Voi amate per amare, non per avere qualcosa in cambio, altrimenti non e' amore.>>

 

 


Da "I ponti di Madison County" di Robert James Waller

 

 

<<A volte ho la sensazione che tu esista da un'infinità di tempo e abbia vissuto in luoghi segreti che il resto di noi non si è mai neppure sognato.>>

 

 

<<Se non lottassi per mantenere il controllo quando sono con te, credo che potrei perdermi e non ritrovarmi mai più.>>

 

 

<<Sebbene prima del nostro incontro nessuno dei due sapesse dell'esistenza dell'altro, aldilà della nostra inconsapevolezza operavano con allegra noncuranza una sorta di cieca sicurezza che ha fatto sì che ci trovassimo. Come due uccelli solitari che sorvolano le praterie sterminate, per tutti questi anni e per tutta la nostra vita passata non abbiamo fatto che avvicinarci l'uno all'altra.>>

 

 

<<L'analisi distrugge l'interezza. Ci sono cose magiche che devono restare intere. Se cominci a guardare le singole parti, svaniscono.>>

 

 

<<I vecchi sogni erano bei sogni, non si sono avverati ma sono contento di averli coltivati.>>

 

 

<<E allora seppe il significato di tutte le piccole orme viste sulle spiagge deserte su cui aveva camminato, di tutti i carichi di segreti trasportati da navi che non avevano mai navigato, di tutti i volti nascosti che lo avevano spiato mentre discendeva strade tortuose di città bagnate dal tramonto. >>

 

 

<<Ecco perché sono su questo pianeta. Non per viaggiare o fare fotografie, ma per amarti. Per molti più anni di quanti ne abbia vissuti ho continuato a precipitare dall'orlo di un luogo immenso e altissimo. E in tutti questi anni precipitavo verso te.>>

 

 

<<Mi hai dentro di te, come una prigioniera volontaria.>>

 

 

<<Credo che siamo entrambi dentro a un altro essere che abbiamo creato, e che si chiama noi.>>

 

 

<<Nel punto in cui realtà e illusione si incontrano, ecco dove sei, là fuori dalla strada, e tu sei la strada.>>

 

 

<<In un universo di ambiguità, questo genere di certezza viene una volta e una soltanto, per quante vite si possano vivere.>>

 

 

<<Sono felice di averti almeno incontrato. Avremmo potuto sfiorarci come due frammenti di polvere cosmica, senza mai sapere nulla l'uno dell'altra.>>

 

 

<<Avevamo smesso di essere due persone distinte per diventarne una terza, creata dal nostro amore.>>

 

 


Da "L'onda perfetta" di Sergio Bambaren

Questa parte dell'antologia e' dedicata a Ramona... :-) Grazie.

 

 

<<Quella capacita' di godere delle cose semplici della vita sembrava scomparsa. Sebbene possedessi tutto cio' che volessi a questo mondo, in realta' non avevo un bel niente.>>

 

 

<<Mi chiede se preferirei essere da qualche altra parte? No, non credo. Nel complesso sono soddisfatta della mia vita. Come tutti, ho avuto alti e bassi, momenti belli e momenti brutti, ma se mi guardo indietro, non rimpiango le scelte che ho fatto. (..) Ma non dimentichi che cio' che va bene per me non necessariamente deve andare bene per tutti. Non le pare?>>

 

 

<<Vidi due gabbiani planare in lontananza e un pensiero mi attraverso' la mente: A volte mi piacerebbe proprio essere come loro. Sembra che sappiano cio' che stanno facendo, che le loro azioni abbiano un significato. Basta guardarli volare per capire che sono esattamente ci0 che erano chiamati a essere. Come vorrei che fosse cosi' anche per me.>>

 

 

<<Il futuro sembra sempre lontano, ma avanza rapidamente: occorre prendersi il tempo per vivere, per essere felici, prima che sia troppo tardi.>>

 

 

<<Hai compreso che non troverai la felicita' nella direzione in cui stai andando, non importa quanti ottimi affari tu concluda, quanti milioni di dollari tu possa guadagnare, o quanta gente ti rispetti. Alla fine, e' solo al tuo cuore che devi rendere conto di cio che hai realizzato. E' questo l'unico bilancio che conta.>>

 

 

<<Bisogna rendersi conto che non tutte le cose che si vogliono sono necessariamente quelle di cui si ha bisogno.>>

 

 

<<Devi imparare a fare distinzione tra le cose che ti aiuteranno ad arricchire la tua vita e quelle che invece ti daranno soltanto un momentaneo appagamento, perche' presto o tardi scoprirai che il prezzo che hai dovuto pagare per i tuoi status-symbol e' stato di gran lunga superiore alla felicita' che essi hanno saputo darti.>>

 

 

<<In genere ci viene detto che nella vita abbiamo una scelta tra due sole strade: lottare con tutte le nostre forze per arrivare in cima e avere successo o unirci all'esercito dei perdenti di questo mondo, dei "nessuno". Esiste una terza via amico. Puoi farti da parte e cominciare ad essere la persona che vuoi essere. Non sei obbligato a fare il loro gioco. Sono gli altri che hanno bisogno di te, non tu di loro.>>

 

 

<<NESSUNO DOVREBBE MAI RIDERE DI QUALCOSA CHE HA SEGNATO UN ALTRO CUORE.>>

 

<<Il fatto che una cosa non sia concreta non significa che non sia reale. Su questa spiaggia, durante il giorno puoi sentire il sole scaldarti la pelle. Non vedi i raggi che ti toccano, ma il calore che avverti dimostrano che esistono veramente.>>

 

 

<<Il dono della parola e' stato fatto all'umanita' perche' ci capissimo tra noi, amico mio, non per confonderci. Quanto sarebbe stato piu' facile se invece di diffondere storie che dividevano i popoli in questo mondo, avessimo imparato a parlare il linguaggio del cuore, comprendendo che tutti stiamo cercando le stesse risposte.>>

 

 

<<Devi tornare ad apprezzare la semplicita'. Non si puo' dare valore e importanza solo ai grandi eventi della vita. Bisogna sapere vedere la bellezza che c'e' anche nelle piccole cose. E' questo che ti fa sentire speciale, felice. Una volta Benjamin Franklin disse che la felicita' umana non e' tanto frutto di grandi colpi di fortuna che capitano raramente, quanto delle piccole soddisfazioni quotidiane.>>

 

 

<<Quando concentriamo i nostri sforzi sul fare cio' che gli altri si aspettano da noi, proviamo e riproviamo senza mai riuscire a combinare niente, perche' non e' realmente quello che dovremmo fare.>>

 

 

<<Proprio come uno stormo di uccelli delle tempeste, iniziamo a volare insieme perche' dobbiamo svilupparci, ma poi viene un momento in cui ciascuno di noi deve ascoltare il proprio cuore, cercare il proprio destino, e come quei magici uccelli dovremmo separarci e andare ognuno per la sua strada.>>

 

 

<<"Che cosa stai dicendo Simon? Che dovremmo essere cio' che sentiamo di essere, indipendentemente da quello che pensano gli altri?"
"Proprio cosi'. E' della tua vita che si sta parlando, e credimi, quando verra' il momento di rendere conto di cui che ne hai fatto, tutti quelli che ti hanno detto che dovevi comportarti in un certo modo non saranno li' a difenderti, perche' e' il tuo destino quello che stai costruendo, mai quello di qualcun'altro. (..) La felicita' non fa inseguita, ma e' un fiore da cogliere ogni giorno, perche' essa e' sempre intorno a te. Basta accorgersene".>>

 

 

<<Il fatto che non riusciamo a comprendere certe cose non significa che non ci sia una ragione per cui esse accadano.(...) "Come possiamo chiedere a quelle persone di pensare alla felicita' quando sono nel pieno di una tragedia personale" dici tu. Proverei a risponderti con un'altra domanda. Che cosa ti aspetti che facciano? Dovrebbero perdere la fede per il resto della loro vita, quando gente come te e me sa che la felicita' si puo' raggiungere? Stai cercando di dirmi che quelle vite non sono importanti, che dovrebbero scomparire per porre fine alla loro esistenza? Non pensi che, una volta riemersi dai loro drammi, quegli sfortunati saranno in una posizione migliore della nostra per arrivare alla felicita'? Le persone di cui tu parli, amico, hanno gia' imparato a tenersi saldamente aggrappate a ogni esile speranza di vita migliore.>>

 

 

<<Che ti ci creda o no, amico, c'e' un tempo per ogni cosa. Non c'e' niente di peggio che tormentarsi con la catena dei SE. Si puo' decidere di prendere una direzione diversa solamente quando si e' arrivati in un punto in cui la strada si divide, non prima.>>

 

 

<<Non sentirti in colpa per le tue decisioni sbagliate. Semplicemente cerca di trarne insegnamento per il futuro.>>

 

 

<<Finche' ascolti il tuo cuore e fai di tutto per essere felice, sei tu a condurre  il gioco con le regole che tu stesso ti sei dato. Tutti noi siamo unici, signor Williams, e tutti abbiamo il diritto di essere speciali>>

 

 

<<Credi alla forza dei tuoi sogni e loro diventeranno realta'>>

 

 

<<E' triste. Qualcuno molto tempo fa disse che la ragione per cui gli esseri umani sono superiori a tutte le altre creature e' che sono in grado di prendere decisioni per mezzo del ragionamento, mentre gli animali si basano solamente sull'istinto. Io credo invece che per essere veramente superiori dovremmo trovare il giusto equilibrio fra istinto e ragione.>>

 

 

<<Molta gente non arriva da nessuna parte perche' si preoccupa del mezzo da usare, invece di concentrarsi sulla gioia che provera' una volta giunta alla meta.>>

 

 

<<Mio amico John, vai avanti per la strada che hai scelto, e gusta le piccole gioie della vita che ti riesce cosi' facile apprezzare e capire. Sii sempre felice, e condividi quella felicita' con altri semplicemente essendo te stesso.>>

 

 

<<Ogni volta che fai qualcosa per gli altri, pensando solo alla loro felicita', ti senti meglio: e questo alla fine ti riempie il cuore di gioia. E' un esperienza che ti puo' cambiare la vita per sempre.>>

 

 

<<Tieni aperta la porta del tuo cuore e anche tu troverai la tua Spiaggia dei Sogni>>

 

 


Da "L'alchimista" di Paulo Coelho

 

 

<<Anche i pastori, come i marinai e come i commessi viaggiatori, sanno che c'e' sempre una citta' dove esiste qualcuno capace di far loro dimenticare la gioia di vagare liberamente per il mondo.>>

 

 

<<E' proprio la possibilita' di realizzare un sogno che rende la vita interessante.>>

 

 

<<Quando si vedono sempre le stesse persone alla fine questa cominciano a far parte della nostra vita. E quando divengono parte della nostra vita, cominciano anche a volerla modificare. Se non ci comportiamo come loro si aspettano, si irritano. Sembra che tutti abbiano l'idea esatta di come dobbiamo vivere la nostra vita. E non sanno mai come devono vivere la loro.>>

 

 

<<"Qual'e' la menzogna piu' grande del mondo?" gli domando', sorpreso, il ragazzo. "E' questa: che a un certo momento della nostra esistenza, perdiamo il controllo della nostra vita, che comincia cosi' a essere regolata dal destino. E' questa la menzogna piu' grande del mondo">>

 

 

<<E quando tutti i giorni diventano uguali e' perche' non ci si accorge piu' delle cose belle che accadono nella vita ogniqualvolta il sole attraversa il cielo.>>

 

 

<<Talvolta nella vita le cose cambiano nel tempo di un sospiro, ancor prima che riusciamo ad abituarcene.>>

 

 

<<Ho paura di realizzare il mio sogno e di non avere, poi, piu' alcun motivo per mentenermi vivo. Tu sogni pecore e piramidi. Sei diverso da me perche' tu desideri realizzare i tuoi sogni. Io voglio soltanto sognare La Mecca. (...) Ma ho paura che sia una grande delusione, e allora preferisco limitarmi a sognare.>>

 

 

<<Quando desideri una cosa, tutto l'universo trama perche' tu possa realizzarla.>>

 

 

<<Stava cominciando a capire qualcosa di importante: le decisioni erano soltanto l'inizio di qualcosa. Quando si prendeva una decisione in realta' si cominciava a scivolare in una forte corrente che ti portava verso un luogo mai neppure sognato al momento di decidere.>>

 

 

<<Sono vivo. Mentre mangio, non faccio altro che mangiare. Se stessi camminando, camminerei e basta. Il giorno in cui dovro' combattere, sara' un buon giorno per morire come qualunque altro. Perche' io non vivo ne' nel mio passato, ne' nel mio futuro. Possiedo solamente il presente ed e' il presente che mi interessa. Se riuscirai a mantenerti sempre nel presente sarai un uomo felice. Ti accorgerai che nel deserto esiste la vita, che nel cielo vi sono le stelle e che i guerrieri combattono perche' questo fa parte della razza umana. La vita sara' una festa, un grande banchetto, perche' e' sempre e soltanto il momento che stiamo vivendo.>>

 

 

<<In quel momento fu come se il tempo si fermasse, e l'Anima del Mondo sorgesse con tutta la sua forza davanti al ragazzo. E quando guardo' gli occhi di lei, un paio di occhi neri, le labbra indecise fra un sorriso e il silenzio, egli comprese la parte piu' importante e piu' saggia del Linguaggio che parlava il mondo e che chiunque, sulla terra, era in grado di capire con il proprio cuore. E si chiamava Amore, una cosa piu' antica degli uomini e persino del deserto, che tuttavia risorgeva sempre con la stessa forza dovunque due sguardi si incrociassero come si incrociano quei due davanti a quel pozzo. Le labbra della giovane, infine, decisero di accennare un sorriso; era un segnale, il segnale che il ragazzo aveva atteso per tanto tempo nel corso della vita, che aveva ricercato nelle pecore e nei libri, nei cristalli e nel silenzio del deserto.
Ed era li', il linguaggio puro del mondo, senza alcuna spiegazione, perche' l'universo non aveva bisogno di spiegazioni per proseguire il proprio cammino nello spazio senza fine. Tutto cio' che il ragazzo capiva in quel momento era che si trovava di fronte alla donna della sua vita e che lei, senza alcun bisogno di parole, doveva esserne consapevole. Ne era certa piu' di quanto lo fosse di ogni altra cosa al mondo, anche se i genitori, e i genitori dei genitori, le avevano sempre detto che, prima di sposarsi, bisognava frequentarsi, fidanzarsi, conoscersi e avere del denaro. Ma, forse, chi lo affermava non aveva mai conosciuto il linguaggio universale; perche', una volta che vi si penetra, e' facile capire come nel mondo esiste sempre qualcuno che attende qualcun altro, che ci si trovi in un deserto o in una grande citta'. E quando questi due esseri si incontrano, e i loro sguardi si incrociano, tutto il passato e tutto il futuro non hanno piu' alcuna importanza. Esistono solo quel momento e quella straordinaria certezza che le cose sotto il sole sono state scritte dalla stessa Mano: la Mano che risveglia l'Amore e che ha cercato un'anima gemella per chiunque lavori, si riposi e cerchi i propri tesori sotto il sole. Perche', se tutto cio' non esistesse, non avrebbero piu' alcun senso i sogni dell'umanita'. "Maktub", penso' il ragazzo. (...).
E il ragazzo rimase per lungo tempo seduto accanto al pozzo: avvertiva che, un giorno, il Levante gli aveva lasciato sul viso il profumo di quella donna e lui sapeva di amarla fin da allora, ancor prima di sapere della sua esistenza, e che il suo amore per lei gli avrebbe consentito di trovare tutti i tesori del mondo.>>

 

 

<<"Sono qui per dirti una cosa molto semplice" le disse il ragazzo. "Voglio che tu sia mia moglie. Ti amo"
La giovane lascio che l'acqua traboccasse dalla brocca. 
"Ti aspettero' qui tutti i giorni. Ho attraversato il deserto in cerca di un tesoro che si trova vicino alle Piramidi. La guerra e' stata per me una maledizione, ma adesso e' una benedizione perche' mi fa stare accanto a te."
"Un giorno la guerra' finira'" disse la giovane.
Il giovane guardo' le palme dell'oasi. Un tempo faceva il pastore e li c'erano tante pecore. Fatima era piu' importante del tesoro.
"Anche i guerrieri cercano il loro tesoro" prosegui' la giovane come se stesse indovinando il pensiero del ragazzo. "E le donne del deserto sono orgogliose dei loro guerrieri". (...)
"Il secondo giorno che ci siamo incontrati" disse Fatima, " mi hai dichiarato il tuo amore. Poi mi hai insegnato tante cose belle, come il Linguaggio e l'Anima del mondo. A poco a poco, tutto questo mi ha fatto diventare parte di te."
Il ragazzo ascoltava la voce di lei e gli sembrava piu' bella del rumore del vento tra le foglie delle palme.
"Era da lungo tempo che ti aspettavo qui, presso questo pozzo. Non riesco a rammentare il mio passato, la Tradizione, il modo in cui gli uomini si aspettano che si comportino le donne del deserto. Fin da bambina sognavo che il deserto mi avrebbe portato il piu' grande regalo della mia vita. Finalmente questo regalo e' arrivato, e sei tu."
Il ragazzo penso di sfiorarle la mano. Ma Fatima stringeva i manici della brocca.
"Mi hai parlato dei tuoi sogni, del vecchio re e del tesoro. Mi hai parlato dei segnali. Percio' non ho paura di nulla, perche' sono stati questi segnali a condurti fino a me. E io appartengo al tuo Sogno, alla tua Leggenda Personale, come la chiami tu. Percio' desidero che tu prosegua il viaggio verso cio' che cercavi. Se dovrai attendere la fine della guerra, bene. Ma se dovrai partire prima, allora va' verso la tua leggenda. Le dune si trasformano con il vento, ma il deserto rimane sempre uguale. Cosi' sara' per il nostra amore, Maktub" aggiunse. "Se faro' parte della tua leggenda, un giorno tornerai.">>

 

 

<<L'indovino era rimasto in silenzio per un po'. (...) "Mi guadagno da vivere indovinando il futuro per gli altri." aveva soggiunto. "Conosco la scienza della bacchette e so come usarle per penetrare nello spazio in cui tutto e' gia' scritto. Posso leggervi il passato, scoprire quanto ormai e' dimenticato e capire i segnali del presente. Quando qualcuno mi consulta, io non leggo il futuro: indovino il futuro. Perche' il futuro appartiene a Dio ed egli lo rivela solo in circostanze straordinarie. E come riesco a indovinare il futuro? Dai segnali del presente. Il segreto risiede solo nel presente, se presterai attenzione al presente, potrai migliorarlo. E se migliorerai il presente, anche cio' che accadra' dopo sara' migliore. Dimentica ogni giorno e vivi ogni giorno della tua vita negli insegnamenti della Legge, e nella fiducia che Dio ha cura dei propri figli. Ogni giorno porta con se l'Eternita'">>

 

 

<<"Ti guidero' attraverso il deserto" disse l'Alchimista.
"Voglio stabilirmi nell'oasi" disse il ragazzo. "Ho gia' incontrato Fatima. E lei, per me, vale piu' del tesoro."
"Fatima e' una donna del deserto," prosegui l'Alchimista. "Sa bene che gli uomini devono partire, per avere la possibilita' di ritornare. Lei ha gia' trovato il suo tesoro: se tu.Adesso attende che tu posso trovare cio' che cerchi."
"E se decidessi di stabilirmi qui?"
"Allora sarai il Consigliere dell'Oasi. Possiedi oro a sufficienza per acquistare molte pecore e molti cammelli. Ti sposerai con Fatima e vivrete felici il primo anno. Imparerai ad amare il deserto e conoscerai una per una le cinquantamila palme. Ti accorgerai di come crescano, mettendo in mostra un mondo in perenne mutamento. E di volta in volta comprenderai sempre di piu' i segnali, perche' il deserto e' il maestro migliore di tutti i maestri.
"Il secondo anno, ti rammenterai che esiste un tesoro. I segnali cominceranno a parlartene incessantemente, ma tu tenterai di ignorarli. Userai la tua conoscenza solo per il benessere dell'Oasi e dei suoi abitanti. E, per questo, i capi tribu' ti ringrazieranno. I loro cammellieri ne trarranno ricchezza e potere.
"Il terzo anno i segnali continueranno a parlarti del tuo tesoro e della tua Leggenda Personale. Notte dopo notte tu veglierai, camminando per l'oasi, e Fatima sara' una donna triste, perche' avra' fatto si' che tu interrompessi il tuo cammino.  Ma tu le darai amore e sarai corrisposto. Allora ricorderai che lei non ti ha mai chiesto di restare, perche' una donna del deserto sa aspettare il proprio uomo. Percio' non le attribuirai nessuna colpa. Me lunghe notte vagherai sulle sabbie del deserto e fra le palme pensando che forse avresti potuto proseguire, riporre piu' fiducia nel tuo amore per Fatima. Perche' cio che ti ha trattenuto nell'oasi e' stata la tua paura di non tornarci piu'. E a questo punto i segnali ti indicheranno che il tuo tesoro e' sepolto per sempre.
"Il quarto anno i segnali ti abbandoneranno, perche' tu non hai voluto ascoltarli. I Capi tribu' lo capiranno, e tu allora sarai allontanato dal Consiglio. Allora sarai un ricco commerciante, con molti cammelli e molte mercanzie. Ma passerai il resto dei tuoi giorni vagando tra le palme e il deserto, ben sapendo di non avere mai realizzato la tua Leggenda Personale. Se questo accade e' soltanto perche' non si trattava di vero Amore, di quell'Amore che parla il linguaggio del Mondo.">>

 

 

<<Se quanto hai gia' trovato e' fatto di materia pura, non potra' mai marcire. E tu, un giorno, potrai tornare. Se e' soltanto un attimo di luce, come l'esplosione di una stella, allora non troverai piu' nulla quando tornerai. Ma avrai visto una esplosione di luce. E anche solo per questo ne sara' valsa la pena."
L'uomo parlava il linguaggio dell'Alchimia, ma il ragazzo sapeva che stava riferendosi a Fatima.>>

 

 

<<"Perche' dobbiamo ascoltare il cuore?" domando il giovane quando, quel giorno, si accamparono.
"Perche' dovunque esso sara', li' troverai il tuo tesoro"
"Il mio cuore e' inquieto" disse il ragazzo. "Sogna, si commuove ed e' innamorato di una donna del deserto. Mi chiede tante cose e spesso, durante la notte, non  mi lascia dormire quando penso a lei".
"Bene, il tuo cuore e' vivo, Continua ad ascoltare cio' che ha da dirti"
(...)
Un pomeriggio il cuore gli disse che lui era felice: "Anche se ogni tanto mi lamento" diceva il suo cuore "lo faccio perche' sono il cuore di un uomo e i cuori degli uomini sono cosi': hanno paura di realizzare i sogni piu' grandi, perche' pensano di non meritarlo, o di non riuscire a raggiungerli. Noi, cuori, siamo terrorizzati al solo pensiero di amori che sono finiti per sempre, di momenti che avrebbero potuto essere belli e non lo sono stati, di tesori che avrebbero potuto essere scoperti e sono rimasti per sempre nascosti nella sabbia. Perche', quando cio' accade, noi ne soffriamo intensamente."
"Il mio cuore ha paura di soffrire" disse il ragazzo all'Alchimista, una sera in cui guardavano il cielo senza luna.
"Digli che la paura di soffrire e' assai peggiore della stessa sofferenza. E che nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni, perche' ogni momento di ricerca e' un momento di incontro con Dio e con l'Eternita'.>>

 

 

<<Quando abbiamo davanti agli occhi dei grandi tesori, non ce ne accorgiamo mai!! E sai perche'? Perche' gli uomini non credono ai tesori.>>

 

 

<<Chi vive la propria Leggenda Personale conosce tutto cio' che ha bisogno di conoscere. Soltanto una cosa rende impossibile il sogno: la paura di fallire.>>

 


Da "Il diavolo e la signorina Prym" di Paulo Coelho

 

 

<<Si era appena resa conto che esistono due cose che impediscono a una persona di realizzare i propri sogni: pensare che essi siano impossibili, oppure - grazie a un improvviso scarto della ruota del destino - vedere che si trasformano in qualcosa di possibile quando meno ce lo si aspetta. In quel momento, affiora la paura di un cammino ignoto, di una vita piena di sfide sconosciute, della possibilita' che le cose a cui siamo abituati scompaiano per sempre.
Le persone vogliono camibiare tutto e, nello stesso tempo, desiderano che ogni cosa continui a essere come prima.>>

 

 

<<"... E' uno dei dipinti piu' famosi al mondo: L'ultima cena di Leonardo da Vinci. Sono raffigurati Gesu' e gli apostoli."
"Non deve essere poi tanto famoso - disse la padrona dell'albergo - l'ho pagato molto poco."
"Quella e' solo una riproduzione. Il dipinto vero si trova in una chiesa molto lontana da qui. Esiste una leggenda su questo affresco e forse vi piacerebbe conoscerla [...]
Quando compi' questo dipinto, Leonardo Da Vinci si trovo' alle prese con una grande difficolta': aveva bisogno di dipingere il Bene, nell'immagine di Gesu', e il Male, nella figura di Giuda, il discepolo che scelse di tradirlo durante la cena. Dovette interrompere il lavoro a meta', fino a quando non fosse riuscito a trovare i modelli ideali.
Un giorno, mentre ascoltava un coro, in uno dei ragazzi vide l'immagine perfetta di Cristo. Lo invito' nel suo studio e ne riprodusse i lineamenti in vari studi e bozzetti.
Passarono tre anni, il dipinto era quasi terminato, ma Leonardo non aveva ancora trovato il modello per Giuda. Il Cardinale, responsabile della chiesa, lo sollecito', pretendendo che terminasse entro breve la sua opera.
Dopo alcuni giorni di ricerche, il pittore incontro' un giovane prematuramente invecchiato, lacero, ubriaco, che giaceva in un fosso. Con difficolta', chiese ai suoi assistenti di condurlo in chiesa, giacche' non aveva piu' tempo di fare alcun bozzetto.
Il mendicante fu trasportato fino alla chiesa. Non capiva cosa gli stesse succedendo: gli assistenti lo tenevano in piedi mentre Leonardo copiava i lineamenti dell'empieta', del peccato, dell'egoismo, che apparivano ben marcati su quel viso.
Quando il lavoro fu terminato, il mendicante - ormai ripresosi dalla sbronza - apri' gli occhi e noto' il dipinto davanti a se'. E con un misto di sgomento e tristezza disse "Ho gia' visto quel dipinto". "Quando?", domando Leonardo sorpreso. "Tra anni fa, prima che perdessi tutto cio' che possedevo. In quel periodo cantavo in un coro e la mia vita era piena di sogni... Un artista mi invito' a posare come modello per il viso di Gesu'" [...]
Il Bene e il Male hanno la stessa faccia. Tutto dipende dal momento in cui attraversano il cammino di ogni essere umano.">>

 

 

<<Si ricordo' di un abitante di Viscos, che lavorava in una farmacia di una citta' vicina ed era stato licenziato dopo vent'anni. Non aveva chiesto alcun risarcimento perche' - diceva - era diventato amico dei proprietari e non desiderava ferirli: sapeva che il suo licenziamento era dovuto a difficolta' economiche. Si trattava di bugie, l'uomo non si era rivolto alla giustizia perche' era un vigliacco: voleva essera amato a ogni costo e pensava che i padroni lo avrebbero considerato per sempre una persona generosa e disponibile. Qualche tempo dopo, quando si rivolse a loro chiedendo del denaro in prestito, gli sbatterono la porta in faccia. Ma ormai era troppo tardi, aveva firmato una lettera in cui presentava le dimissioni, non poteva pretendere nulla.
Perfetto! Comportarsi come un'anima caritatevole era solo per coloro che avevano paura di assumere atteggiamenti decisi nella vita. E' sempre piu' facile credere nella propria bonta', piuttosto che affrontare gli altri e lottare per i propri desideri.>>

 

 

<<"Va in paese e compra del sale. Ma cerca di pagarlo un prezzo equo: ne' di piu' ne' di meno"
Il figlio fu sorpreso di quelle parole.
"Capisco che non devo pagarlo piu' caro, padre. Ma, potendo contrattare, perche' non risparmiare del denaro?"
"In una citta' grande cio' e' auspicabile. ma se si agisce cosi' in un paese come il nostro, esso finira' per perire."
Il figlio usci senza fare altre domande. Gli invitati che avevano assistito alla conversazione invece vollero sapere perche' non si doveva comprare il sale a un prezzo piu' basso. Ahab rispose:
"Se qualcuno vende il sale sotto costo, di sicuro ha disperatamente bisogno di soldi. E se qualcuno si approfitta della situazione, si dimostra irrispettoso del sudore e della fatica di un uomo che ha lavorato per produrre qualcosa"
"Ma non e' per cosi' poco che il paese sara' distrutto!"
"Al principio del mondo l'ingiustizia era molto esigua. Ma colore che vennero dopo finirono per aggiungervi quantita' minuscole, pensando sempre che non aveva molta importanza. Ecco, vedete dove siamo arrivati oggi.">>

 

 

<<"Ti ho appena insegnato la lezione piu' importante della vita! [...] Ogni volta che vuoi ottenere qualche cosa, devi tenere gli occhi aperti, concentrarti e sapere esattametne cio' che tu desideri. Nessuno colpisce il suo bersaglio a occhi chiusi".>>

 

 

<<L'uomo aveva trovato una delle piu' interessanti descrizioni della dannazione in un libro arabo: c'era scritto che, una volta fuori dal corpo, l'anima doveva camminare su un ponte sottile quanto il filo di un rasoio, avendo sulla destra il paradiso e sulla sinistra una serie di spirali che conducevano all'oscurita' che regna dentro la Terra. Prima di attraversare il ponte (il volume non spiegava dove finiva), ciascuno poneva le virtu' nella mano destra e i peccati nella sinistra: lo squilibrio l'avrebbe fatto scivolare verso il lato a cui lo avevano condotto le azioni terrene.>>

 

 

<<Come ti stavo dicendo, Ahab raccontava sempre una storia sul cielo e l'inferno; anticamente i genitori la tramandavano ai figli, ma oggi e' dimenticata. Un uomo, il suo cavallo e il suo cane camminavano lungo una strada. Mentre passavano vicino a un albero gigantesco, un fulmine li' colpi', uccidendoli all'istante. Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuo' a camminare, accompagnato dai suoi animali.A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersti conto della loro nuova condizione. [...]
Il cammino era molto lungo; dovevano salire una collina, il sole picchiava forte ed erano sudati ed assetati. A una curva della strada, videro un portone magnifico, di marmo, che conduceva a una piazza pavimentata con blocchi d'oro, al centro della quale si innalzava una fontana da cui sgorgava dell'acqua cristallina. Il viandante si rivolse all'uomo che sorvegliava l'entrata.
"Buongiorno".
"Buongiorno" rispose il guardiano.
"Che luogo e' mai questo, tanto bello?"
"E' il cielo"
"Che bello essere arrivati in cielo, abbiamo tanta sete"
"Puoi entrare e bere a volonta'", il guardiano indico' la fontana.
"Anche il mio cavallo e il mio cane hanno sete"
"Mi dispiace molto" disse il guardiano "ma qui nno e' permessa l'entrata agli animali"
"L'uomo fu molto deluso: la sua sete era grande ma non avrebbe mai bevuto da solo. Ringrazio' il guardiano e prosegui'"
Dopo aver camminato a lungo su per la collina, il viandante e gli animali giunsero in un luogo il cui ingresso era costruito da una vecchia porta, che si apriva su un sentiero di terra battura, fiancheggiato da tanti alberi. All'ombra di uno di essi era sdraiato un uomo che portava un cappello, probabilmente era addormentato.
"Buongiorno" disse il viandante.
L'uomo fece un cenno con il capo.
"Io, il mio cavallo e il mio cane abbiamo molta sete"
"C'e' una fonte fra quei massi" disse l'uomo e, indicando il luogo, disse: "Potete bere a volonta'"
L'uomo il cavallo e il cane si avvicinarono alla fonte e si dissetarono.
Il viandante ando' a ringraziare, "Tornate quando volete" rispose l'uomo.
"A proposito, come si chiama questo posto?"
"Cielo"
"Cielo? Ma il guardiano del portone di marmo ha detto che il cielo era quello la'"
"Quello non e' il cielo, e' l'inferno"
Il viandante rimase perplesso. "Dovreste proibire loro di utilizzare il vostro nome. Di certo questa falsa informazione causa grandi confusioni"
"Assolutamente no. In realta' ci fanno un grande favore. Perche' la si fermano tutti quelli che non esitano ad abbandonare i loro migliori amici">>

 

 

<<Abramo accettava gli estranei, e Dio ne fu contento. [...] Elia non gradiva gli estranei, e Dio ne fu contento. Davide era orgoglioso di cio' che faceva, e Dio ne fu contento. Davanti all'altare il pubblicano provo' vergogna per cio' che faceva,. e Dio ne fu contento. Giovanni Battista si reco' nel deserto, e Dio ne fu contento. Paolo viaggio' per le grandi citta' dell'impero romano e Dio ne fu contento. Come posso sapere quello che dara' gioia all'Onnipotente? Fa' tutto cio' che il tuo cuore ti detta e Dio ne sara' contento">>

 

 

<<Guardo' ancora una volta le montagne, ormai ammantate d'ombra. Vide sorgere la prima stella del cielo e penso' che aveva avuto una vita bella: era nata e morta in un luogo che amava, benche' non ne fosse particolarmente riamata. Ma che importanza aveva? Chi ama aspettandosi qualcosa in cambio perde il suo tempo.>>

 

 


Da "Simposio" di Platone

(In questa parte si parla della teoria della anime gemelle! :-))

 

 

<< ...Mi sembra che gli uomini non si rendano assolutamente conto della potenza dell'Eros. Se se ne rendessero conto, certamente avrebbero elevato templi e altari a questo dio, e dei più magnifici, e gli offrirebbero i più splendidi sacrifici. Non sarebbe affatto come è oggi, quando nessuno di questi omaggi gli viene reso. E invece niente sarebbe più importante, perché è il dio più amico degli uomini: viene in loro soccorso, porta rimedio ai mali la cui guarigione è forse per gli uomini la più grande felicità. Dunque cercherò di mostrarvi la sua potenza, e voi fate altrettanto con gli altri.

Ma innanzitutto bisogna che conosciate la natura della specie umana e quali prove essa ha dovuto attraversare. Nei tempi andati, infatti, la nostra natura non era quella che è oggi, ma molto differente. Allora c'erano tra gli uomini tre generi, e non due come adesso, il maschio e la femmina.

Ne esisteva un terzo, che aveva entrambi i caratteri degli altri. Il nome si è conservato sino a noi, ma il genere, quello è scomparso. Era l'ermafrodito, un essere che per la forma e il nome aveva caratteristiche sia del maschio che della femmina. Oggi non ci sono più persone di questo genere.

Quanto al nome, ha tra noi un significato poco onorevole.

Questi ermafroditi erano molto compatti a vedersi, e il dorso e i fianchi formavano un insieme molto arrotondato. Avevano quattro mani, quattro gambe, due volti su un collo perfettamente rotondo, ai due lati dell'unica testa. Avevano quattro orecchie, due organi per la generazione, e il resto come potete immaginare. Si muovevano camminando in posizione eretta, come noi, nel senso che volevano. E quando si mettevano a correre, facevano un po' come gli acrobati che gettano in aria le gambe e fan le capriole: avendo otto arti su cui far leva, avanzavano rapidamente facendo la ruota. La ragione per cui c'erano tre generi è questa, che il maschio aveva la sua origine dal Sole, la femmina dalla Terra e il genere che aveva i caratteri d'entrambi dalla Luna, visto che la Luna ha i caratteri sia del Sole che della Terra. La loro forma e il loro modo di muoversi era circolare, proprio perché somigliavano ai loro genitori. Per questo finivano con l'essere terribilmente forti e vigorosi e il loro orgoglio era immenso. Così attaccarono gli dèi e quel che narra Omero di Efialte e di Oto, riguarda gli uomini di quei tempi: tentarono di dar la scalata al cielo, per combattere gli dèi.

Allora Zeus e gli altri dèi si domandarono quale partito prendere. Erano infatti in grave imbarazzo: non potevano certo ucciderli tutti e distruggerne la specie con i fulmini come avevano fatto con i Giganti, perché questo avrebbe significato perdere completamente gli onori e le offerte che venivano loro dagli uomini; ma neppure potevano tollerare oltre la loro arroganza. Dopo aver laboriosamente riflettuto, Zeus ebbe un'idea. "lo credo - disse - che abbiamo un mezzo per far sì che la specie umana sopravviva e allo stesso tempo che rinunci alla propria arroganza: dobbiamo renderli più deboli. Adesso - disse - io taglierò ciascuno di essi in due, così ciascuna delle due parti sarà più debole. Ne avremo anche un altro vantaggio, che il loro numero sarà più grande. Essi si muoveranno dritti su due gambe, ma se si mostreranno ancora arroganti e non vorranno stare tranquilli, ebbene io li taglierò ancora in due, in modo che andranno su una gamba sola, come nel gioco degli otri." Detto questo, si mise a tagliare gli uomini in due, come si tagliano le sorbe per conservarle, o come si taglia un uovo con un filo. Quando ne aveva tagliato uno, chiedeva ad Apollo di voltargli il viso e la metà del collo dalla parte del taglio, in modo che gli uomini, avendo sempre sotto gli occhi la ferita che avevano dovuto subire, fossero più tranquilli, e gli chiedeva anche di guarire il resto. Apollo voltava allora il viso e, raccogliendo d'ogni parte la pelle verso quello che oggi chiamiamo ventre, come si fa con i cordoni delle borse, faceva un nodo al centro del ventre non lasciando che un'apertura - quella che adesso chiamiamo ombelico. Quanto alle pieghe che si formavano, il dio modellava con esattezza il petto con uno strumento simile a quello che usano i sellai per spianare le grinze del cuoio. Lasciava però qualche piega, soprattutto nella regione del ventre e dell'ombelico, come ricordo della punizione subita.

Quando dunque gli uomini primitivi furono così tagliati in due, ciascuna delle due parti desiderava ricongiungersi all'altra. Si abbracciavano, si stringevano l'un l'altra, desiderando null'altro che di formare un solo essere. E così morivano di fame e d'inazione, perché ciascuna parte non voleva far nulla senza l'altra. E quando una delle due metà moriva, e l'altra sopravviveva, quest'ultima ne cercava un'altra e le si stringeva addosso - sia che incontrasse l'altra metà di genere femminile, cioè quella che noi oggi chiamiamo una donna, sia che ne incontrasse una di genere maschile. E così la specie si stava estinguendo. Ma Zeus, mosso da pietà, ricorse a un nuovo espediente. Spostò sul davanti gli organi della generazione. Fino ad allora infatti gli uomini li avevano sulla parte esterna, e generavano e si riproducevano non unendosi tra loro, ma con la terra, come le cicale. Zeus trasportò dunque questi organi nel posto in cui noi li vediamo, sul davanti, e fece in modo che gli uomini potessero generare accoppiandosi tra loro, l'uomo con la donna. Il suo scopo era il seguente: nel formare la coppia, se un uomo avesse incontrato una donna, essi avrebbero avuto un bambino e la specie si sarebbe così riprodotta; ma se un maschio avesse incontrato un maschio, essi avrebbero raggiunto presto la sazietà nel loro rapporto, si sarebbero calmati e sarebbero tornati alle loro occupazioni, provvedendo così ai bisogni della loro esistenza. E così evidentemente sin da quei tempi lontani in noi uomini è innato il desiderio d'amore gli uni per gli altri, per riformare l'unità della nostra antica natura, facendo di due esseri uno solo: così potrà guarire la natura dell'uomo. Dunque ciascuno di noi è una frazione dell'essere umano completo originario. Per ciascuna persona ne esiste dunque un'altra che le è complementare, perché quell'unico essere è stato tagliato in due, come le sogliole. E' per questo che ciascuno è alla ricerca continua della sua parte complementare. Stando così le cose, tutti quei maschi che derivano da quel composto dei sessi che abbiamo chiamato ermafrodito si innamorano delle donne, e tra loro ci sono la maggior parte degli adulteri; nello stesso modo, le donne che si innamorano dei maschi e le adultere provengono da questa specie; ma le donne che derivano dall'essere completo di sesso femminile, ebbene queste non si interessano affatto dei maschi: la loro inclinazione le porta piuttosto verso le altre donne ed è da questa specie che derivano le lesbiche. I maschi, infine, che provengono da un uomo di sesso soltanto maschile cercano i maschi. Sin da giovani, poiché sono una frazione del maschio primitivo, si innamorano degli uomini e prendono piacere a stare con loro, tra le loro braccia. Si tratta dei migliori tra i bambini e i ragazzi, perché per natura sono più virili. Alcuni dicono, certo, che sono degli spudorati, ma è falso. Non si tratta infatti per niente di mancanza di pudore: no, è i loro ardore, la loro virilità, il loro valore che li spinge a cercare i loro simili. Ed eccone una prova: una volta cresciuti, i ragazzi di questo tipo sono i soli a mostrarsi veri uomini e a occuparsi di politica. Da adulti, amano i ragazzi: il matrimonio e la paternità non li interessano affatto - è la loro natura; solo che le consuetudini li costringono a sposarsi ma, quanto a loro, sarebbero bel lieti di passare la loro vita fianco a fianco, da celibi. In una parola, l'uomo cosiffatto desidera ragazzi e li ama teneramente, perché è attratto sempre dalla specie di cui è parte.

Queste persone - ma lo stesso, per la verità, possiamo dire di chiunque - quando incontrano l'altra metà di se stesse da cui sono state separate, allora sono prese da una straordinaria emozione, colpite dal sentimento di amicizia che provano, dall'affinità con l'altra persona, se ne innamorano e non sanno più vivere senza di lei - per così dire - nemmeno un istante. E queste persone che passano la loro vita gli uni accanto agli altri non saprebbero nemmeno dirti cosa s'aspettano l'uno dall'altro. Non è possibile pensare che si tratti solo delle gioie dell'amore: non possiamo immaginare che l'attrazione sessuale sia la sola ragione della loro felicità e la sola forza che li spinge a vivere fianco a fianco. C'è qualcos'altro: evidentemente la loro anima cerca nell'altro qualcosa che non sa esprimere, ma che intuisce con immediatezza. Se, mentre sono insieme, Efesto si presentasse davanti a loro con i suoi strumenti di lavoro e chiedesse: "Che cosa volete l'uno dall'altro?", e se, vedendoli in imbarazzo, domandasse ancora: "Il vostro desiderio non è forse di essere una sola persona, tanto quanto è possibile, in modo da non essere costretti a separarvi né di giorno né di notte? Se questo è il vostro desiderio, io posso ben unirvi e fondervi in un solo essere, in modo che da due non siate che uno solo e viviate entrambi come una persona sola. Anche dopo la vostra morte, laggiù nell'Ade, voi non sarete più due, ma uno, e la morte sarà comune. Ecco: è questo che desiderate? è questo che può rendervi felici?" A queste parole nessuno di loro - noi lo sappiamo - dirà di no e nessuno mostrerà di volere qualcos'altro. Ciascuno pensa semplicemente che il dio ha espresso ciò che da lungo tempo senza dubbio desiderava: riunirsi e fondersi con l'altra anima. Non più due, ma un'anima sola.

La ragione è questa, che la nostra natura originaria è come l`ho descritta. Noi formiamo un tutto: il desiderio di questo tutto e la sua ricerca ha il nome di amore. Allora, come ho detto, eravamo una persona sola; ma adesso, per la nostra colpa, il dio ci ha separati in due persone, come gli Arcadi lo sono stati dagli Spartani. Dobbiamo dunque temere, se non rispettiamo i nostri doveri verso gli dèi, di essere ancora una volta dimezzati, e costretti poi a camminare come i personaggi che si vedono raffigurati nei bassorilievi delle steli, tagliati in due lungo la linea del naso, ridotti come dadi a metà. Ecco perché dobbiamo sempre esortare gli uomini al rispetto degli dèi: non solo per fuggire quest'ultimo male, ma anche per ottenere le gioie dell'amore che ci promette Eros, nostra guida e nostro capo. A lui nessuno resista - perché chi resiste all'amore è inviso agli dèi. Se diverremo amici di questo dio, se saremo in pace con lui, allora riusciremo a incontrare e a scoprire l'anima nostra metà, cosa che adesso capita a ben pochi. E che Erissimaco non insinui, giocando sulle mie parole, che intendo riferirmi a Pausania e Agatone: loro due ci sono riusciti, probabilmente, ed entrambi sono di natura virile. Io però parlo in generale degli uomini e delle donne, dichiaro che la nostra specie può essere felice se segue Eros sino al suo fine, così che ciascuno incontri l'anima sua metà, recuperando l'integrale natura di un tempo. Se questo stato è il più perfetto, allora per forza nella situazione in cui ci troviamo oggi la cosa migliore è tentare di avvicinarci il più possibile alla perfezione: incontrare l'anima a noi più affine, e innamorarcene.

Se dunque vogliamo elogiare con un inno il dio che ci può far felici, è ad Eros che dobbiamo elevare il nostro canto: ad Eros, che nella nostra infelicità attuale ci viene in aiuto facendoci innamorare della persona che ci è più affine; ad Eros, che per l'avvenire può aprirci alle più grandi speranze. Sarà lui che, se seguiremo gli dèi, ci riporterà alla nostra natura d'un tempo: egli promette di guarire la nostra ferita, di darci gioia e felicità.

Ecco, Erissimaco, questo è il mio discorso in onore di Eros.>>

 

 


Da altre fonti non meglio classificabili

 

 

<<La facoltizzazione dogmatica non deve assurgere ad un agente atavico d'impostazione acritica, allorchè lo struttural funzionalismo scevro da retaggi motivazionali sottende a una logica deresponsabilizzante.>> (Questa e' la frase storica del Gio. Non preoccupatevi se non capite cosa vuol dire, tanto non vuol dire niente...!!)

 

 

<<L'amore e' tutto cio' che allarga, aumenta, arricchisce la nostra vita verso tutte le profondita'. L'amore non e' un problema, come non lo e' un veicolo, problematici sono soltanto il conducente, i viaggiatori e la strada.>> (F.Kafka)

 

 

<<La gente a volte definisce impossibili cose che semplicemente non ha mai visto.>> (dal film"Aldilà dei sogni").

 

 

<<Ci sono quelli che non credono che una singola anima nata in Paradiso possa dividersi in spiriti gemelli che precipitano come stelle cadenti sulla Terra dove, sopra oceani e continenti, le loro forze magnetiche le riuniranno in una cosa sola. Allora come spiegare l'amore?>> (dal film "Don Juan De Marco maestro d'amore")

 

 

<<Dovete imparare a ridere ragazzi, e' la via che porta all'amore!>> (dal film "Michael").

 

 

<<Con i versi si fa ben poco quando li si scrive troppo presto.
Bisognerebbe aspettare e raccogliere senso e dolcezza tutta una vita, e meglio una lunga vita. E poi, solo alla fine, si riuscirebbero a scrivere dieci righe che fossero davvero buone.
Per poter scrivere un solo verso si devono vedere prima molte citta', uomini e cose. Si devono conoscere gli animali e si deve sapere come gli uccelli volano. Si deve poter ripensare a sentieri in regioni sconosciute e separazioni inaspettate ed ad incontri... che vengono da lontano!
Si devono avere ricordi di molte notti d'amore, nessuna uguale ad altre; di grida di partorienti e di lievi bianche puerpere addormentate che si richiudono.
Ma anche presso i moribondi si deve essere stati. Si deve essere rimasti con i morti nelle camere con la finestra aperta e i rumori che giungono a folate
E anche avere ricordi non basta, si deve poterli dimenticare quando sono molti e si deve avere la grande pazienza di aspettare che ritornino>>
(dal film "I Piccoli Maestri")