I miei pensieri 

(vale a dire "Quello che penso e quello in cui credo")

 

 

Indice:

27 dicembre 1999
1 marzo 2000

25 aprile 2000

26 aprile 2000

8 maggio 2000
25 maggio 2000
12 ottobre 2000
16 ottobre 2000
17 ottobre 2000
3 novembre 2000
5 novembre 2000
6 novembre 2000
28 novembre 2000
7 dicembre 2000
27 dicembre 2000

 

 

Temo che con un titolo come questo io abbia spaventato la maggior parte di voi che si stara' gia' pentendo di aver cliccato sopra questo link.

Non siete tenuti a leggere questa pagina fino in fondo, tanto piu' che non mi sembra che possa uscire una cosa compiuta, una cosa che segua un filo logico vero e proprio. Direi piuttosto che questa sezione della mia HP e' un po' il dare sfogo ai miei pensieri del momento, alle mie sensazioni. Sara' con l'andare del tempo una sorta di "diario"... ma non troppo personale perche' visibile a tutto il mondo.

Dicevo che non ci sara' un filo logico, ma saranno i miei pensieri a ruota libera. Per questo vi devo avvertire. Non necessariamente quello che scrivero' domani sara' compatibile con quello che scrivo oggi, forse le mie idee saranno cambiate, forse leggendo tutta la pagina assieme troverete milioni di incongruenze, ma l'uomo e' secondo me un qualcosa in continuo divenire, passa la vita tendendo a qualcosa che non conosciamo. Alcuni chiamano questa cosa felicita', altri ricerca di se stessi, altri ancora Amore... vedete un po' voi. In questo momento non ho una idea precisa.

Piu' che altro quindi questa parte sara' divisa in dipendenza delle date in cui io mi decido a scrivere qualcosa, piuttosto che in base a un discorso compiuto.

 

 


27 dicembre 1999

Mancano quattro giorni al 2000.

Qualcuno dice che alla fine di quest'anno finisce il millennio e inizia il terzo, altri dicono che tutto finisce tra un anno. Io nel dubbio tengo il piede in due scarpe (ma solo per questa cosa, in linea di massima tengo il piede in una scarpa sola): quest'anno cerchero di festeggiare come finisse il millennio, stessa cosa dicasi anche per l'anno prossimo.

Insomma, secondo me dalle persone e dalle cose bisogna prendere tutto il bene possibile, tutte le cose positive. Certo, niente nasce perfetto, tutto e' migliorabile, ma anche dalle cose piu' brutte si puo' ricavare qualcosa.

Non credo al destino. Mi scoccia l'idea che io non sia padrone del mio domani, che io non sia l'artefice del mio futuro. Certo e' bello crederci ogni tanto. Voglio dire quando le cose vanno male, quando tutto sembra andare storto e' comodo dire "Era destino che fosse cosi'". Invece secondo me no. Tutto e' riconducibile in qualche modo a una causa. Purtroppo la causa delle cose non e' sempre facile da trovare e chi conosce le cause di tutte le cose ha raggiunto la felicita'. Se analizziamo le cose, possiamo ricondurle a un processo di causa e di effetto. L'uomo e' artefice della sua vita. Se facciamo una cosa positiva riceveremo energia positiva, altrimenti ne pagheremo le conseguenze. Il problema e' che la maggior parte delle volte quando intraprendiamo una azione non sappiamo a priori se e' positiva o negativa, lo capiamo solo quando ne vediamo i frutti.

Credo sia comunque possibile avere una guida nella vita. E questa guida siamo noi stessi. Dobbiamo fare quello che ci sentiamo di fare in un determinato momento, dobbiamo fare quello che ci dice il cuore. Certo, non in maniera incondizionata. A volte il cuore mi dice di appendere mio fratello fuori dalla finestra, ma non per questo lo faccio. Il mio discorso e' un po' piu' generale. Se dobbiamo prendere una decisione, dobbiamo domandarci: "Cosa mi dice il mio cuore ora? Quale e' la cosa piu' giusta per me in questo momento?"... e poi agire di conseguenza.

Lasciamo perdere le convenzioni sociali, quello che pensa e dice la gente, quello che il mondo esterno vuole convincersi che sia giusto. Io voglio una cosa ora e devo fare di tutto per averla, e il mio fare di tutto e' fare quello che mi dice il cuore. La sensazione piu' spiacevole e' secondo me quella del rimorso. Non c'e' cosa peggiore che arrivare ad un certo punto della vita, guardarsi indietro, accorgersi che una cosa a cui tenevamo non e' andata come volevamo e dire: "Accidenti, se pero' avessi fatto cosi'. Se avessi fatto questa cosa...". Quando decido di fare una cosa la faccio, preferisco pagare le conseguenze di una cosa sbagliata piuttosto che avere rimorso.

Certo, gli amici ci sono e bisogna ascoltarli, sentire cosa hanno da dire, capire le loro posizioni. Ma la scelta finale spetta sempre a noi. Non esiste che io faccio una cosa che anche la mia migliore amica mi dice di fare se non ne sono convinto.

 

 


1 marzo 2000

E' passato ormai un bel po' di tempo dall'ultimo aggiornamento della mia home page e credo che sia giunto ormai il momento di scrivere ancora qualcosa qui...
A volte mi sono messo qui a scrivere questa parte della pagina chiamata "miei pensieri" ma ogni volta smettevo perche' mi sembrava che le cose che uscivano fossero veramente sconclusionate, che seguissi troppo il filo (se mai ne esiste uno) dei miei pensieri. Ma stanotte credo che mi lascero' andare a quello che esce...
Oggi e' il primo marzo. La vita qui scorre relativamente tranquilla. Da un paio di giorni sono riprese le lezioni all'universita' e... udite udite, oggi e' cominciato il corso di inglese.

Questa sera ero in macchia e pensavo a come ci rapportiamo con le altre persone. Se ci pensi ogni giorno, mentre passeggiamo per il centro, mentre siamo in coda al supermercato, passano vicino a noi tante tante persone e ognuna di esse ha una propria storia da raccontare, ha i suoi pensieri e le sue emozioni. Ogni persona che ci passa accanto porta con se milioni di ricordi e ognuno ha il suo segmento di mondo. Spesso pero' a questo non si pensa e vediamo le persone in maniera molto limitata. Purtroppo pensandoci mi sono reso conto che anche per me, che ora sono qui a scrivere queste cose, e' cosi'. Mi rendo conto che a volte si attaversano dei periodi strani in cui non siamo per niente interessati a conoscere persone. Forse non e' cosi', forse sarebbe meglio dire che attraversiamo dei periodi in cui vorremmo si' incontrare e conoscere persone nuove, ma vorremmo che queste persone nuove fossero le persona che vogliamo noi.

A volte giudichiamo le persone dall'apparenza o dal loro atteggiamento. Un sabato sera ho conosciuto una persona che all'apparenza poteva sembrare una persona piuttosto... come dire... frivola diciamo cosi'. E' successo invece che tra noi e' scattato qualcosa, non parlo di colpo di fulmine o cose cosi'. E' scattato qualcosa nel senso che ci siamo guardati, ci siamo avvicinati e abbiamo iniziato a parlare di filosofia (previa presentazione e divagazioni su di noi). Sembra strano anche a me, ma questa persona mi ha colpito talmente che mi sono dato dello stupido per averla giudicata in un certo modo solo per il fatto di averla vista ballare.
Non abbiamo parlato di filosofia cercando di mostrarci il piu' colti possibile, non era una gara a chi ricorda piu' nozioni. Abbiamo parlato si' di qualche autore di cui abbiamo letto qualcosa, ma cercando di portare finalmente le sue teorie nella realta', cercando di rapportare la cosa al mondo reale. Ed e' stato interessante.

Non ricordo molto dei miei studi di filosofia del liceo, ma una delle cose che mi ha colpito molto e' stata la teoria della anime gemelle di Platone.
Se i miei ricordi non sono cosi' offuscati, Platone in una delle sue allegorie racconta che nella notte dei tempi gli uomini erano degli esseri a forma di palla, con quattro braccia e quattro gambe. Un giorno uno degli dei, con l'intento di punire gli uomini, colpisce ogni palla a meta' dividendola in due.
Le parti di ogni palla si disperdono per il mondo e noi, in tutta la nostra esistena, siamo alla continua ricerca della parte di anima mancante, della "mezza palla" che vaga per il mondo ma che una volta era unita a noi. E fino a quando non la troviamo siamo in uno stato di inquietudine, non raggiungiamo la completezza.
Domando scusa per gli eventuali errori o stupidate filosofiche che ho detto. Abbiate pazienza. Non mi interessa fare il filosofo, e' il senso generale della favola che mi interessa e mi colpisce.
Non so se bisogna crederci, anche perche' se ci pensi un po' ci sono alcune cose che non quadrano in questa teoria... Ma in alcuni momenti e' bello crederci.

Ok dai per stasera ho sparato abbastanza stupidate! Quando avro' altre cose da dire saro' qui, ma stasera l'ispirazione latita un po'...

 

 


Ultimamente scrivo molto. Scrivo a delle persone che in un modo o nell'altro mi hanno contattato e con le quali mi sento per email, conosciute in una chat o proprio attraverso questa pagina. Spesso quindi esprimo i miei pensieri in queste lettere che scrivo, ed e' per questo che mi permetto di riportarne alcuni stralci. Ovviamente sara' mia cura togliere tutti i riferimenti al destinatario della lettere...

 

 

25 aprile 2000

Oggi sono andato nella mia personalissima "Casa dei ricordi". Mia madre, come sospettavo, non ha avuto voglia di andare a trovare la sua amica e allora siamo andati, idea sua, alla nostra casa in montagna, tra Piemonte e Liguria. Era molto tempo che non ci andavo, e lei ancora da piu' tempo. Sono entrato e una marea di ricordi mi sono venuti in mente. I ricordi delle estati che ero piccolo e andavo li' con mia madre e mio padre, tutto agosto. Andavamo con due macchine e io mi mettevo sempre dietro e in autostrada guardavo le altre macchine quando accendevano i fari per entrare in galleria. E l'unica galleria che attraversavamo era la parte che preferivo. E ad ogni autogrlill volevo sempre fermarmi per comprare il pallone di gomma. Poi la' c'era sempre un po' di gente, tanti ragazzi della mia eta', e giocavo fino a tardi a pallone la sera, tornavo a casa e guardavo le lucciole che c'erano nei campi e il cielo era sempre pieno di stelle. Una volta ogni due giorni mio padre ci portava al mare. Io ero piccolo e avevo paura. Allora lui mi prendeva in braccio e mi portava dove io non toccavo e le onde mi sembrevano alte mille metri,  ad ogni onda che arrivava io poi mi chedevo come facevamo a non essere andati sotto. Ma ero cosi' contento. Mangiavamo in spiaggia i panini portati da casa, prendevamo sempre due ombrelloni, nella prima spiaggia che trovavamo a partire da dove parcheggiavamo la macchina. Vicino alla strada c'era una vecchia galleria del treno e io continuavo a chiedermi cosa c'era dentro e mio padre mi diceva che dentro c'era "il babau" (equivalente dialettale del lupo cattivo). Mi facevano male i piedi quando entravo in acqua perche' in Liguria spesso la spiaggia e' di sassi e non di sabbia (siamo mica signori come voi... :-)).     Entrare in quella casa oggi mi ha fatto tornare alla mente tante di queste cose. Spero non ti abbia dato fastidio averle lette, anche se non so cosa possano rappresentare per te, visto che son frammenti della mia infanzia che alla fine solo io conosco.

 

 


26 aprile 2000

Questa sera io e la mia amica Silvana siamo usciti e ho passato una delle serate piu' belle da molto tempo a queste parte. Siamo finiti, dopo varie vicissitudini, in un locale sperduto dove sui tavoli c'erano delle tovaglia a quadretti rossi. Ai tavoli persone normali, dal cinquantenne al ventenne e un tipo che suonava la chitarra e cantava. Non mi sono divertito cosi' da una valanga di tempo! Io che canto capita una volta ogni tanto! Io a cantare "One" e "L'odore del sesso" non si e' mai visto.
Stasera l'adrenalina scorreva a fiumi dentro le mie vene, toccavo veramente il cielo con un dito. Il tipo mi ha dedicato una canzone dicendo che era il mio compleanno e tutti nel locale hanno brindato alla mia, e quando me ne sono andato tutti mi hanno salutato. Che emozione. Sembra una stronzata, ma cavolo vedere cinquanta persone che ti salutano quando esci fa un certo effetto, tutti con il bicchiere in mano... Spero che domani io stia ancora cosi' bene come stasera. Stasera la mia amica Sissy mi ha detto che da domani nascera un nuovo Rod, una persona nuova, piena di vita, di voglia di amare e di vivere. Beh sai una cosa? Spero veramente che sia cosi', sarebbe fantastico. Questi mesi in apnea, di sopravvivenza un po' mi hanno stufato. Mai piu' come ieri sera. Non voglio mai piu' stare come stavo ieri sera! E' una sensazione che provare una volta nella vita e' gia' troppo. 
Se domani rinascero' veramente sara' la fine di un incubo che dura da troppo tempo. Speriamo. Ti auguro una serata come la mia di stasera. Una serata in cui, dopo tanto tempo, VIVI! Te la auguro con tutto il cuore!

 

 


Il prossimo "pensiero" e' tratto da una mail inviata a una persona che mi ha gentilmente chiesto di tradurle il proverbio "Great minds think alike", che campeggia in bella vista nella prima pagina del mio sito e in coda a tutte le mie email.

 

 

8 maggio 2000

 Allora mi chiedi cosa significa il proverbio. Credo proprio che tu ti riferisca al proverbio inglese "Great minds think alike". Si puo' tradurre in italiano come "Le menti elette pensano alla stessa maniera" e vuole significare che queste "menti elette" pensano determinate cose in comune, provano certe emozioni, vedono certe cose che le altre persone non vedono.
Logica vuole che ora tu ti chieda chi siano queste menti elette. Beh senti io non sono uno che si da delle arie, di solito sono abbastanza "umile" come anche tu hai scritto nella tua email, ma quando penso a come e' il mondo che mi circonda beh a volte penso che centri ben poco con me. La frase me l'ha suggerita la mia grande amica Silvana. Le menti elette secondo noi sono le menti delle persone in un certo senso "fuori dal comune", ma con questo non vogliamo intendere le menti di persone particolarmente dotate, particolarmente intelligenti. Siamo tutti uguali, non e' una discussione di "quoziente intellettivo" questa.
Vedi, a volte mi guardo in giro e vedo tante cose che proprio non mi piacciono. Vedo persone viscide approfittarsi di altre, pronte a colpirti non appena abbassi un attimo la guardia. Vedo persone fantastiche stare con persone "di merda" che farebbero di tutto per avere qualcosa di meglio per se stessi e chi se ne frega degli altri. Vedo persone che corrono corrono corrono ma non sanno dove stanno andando, forse hanno dimenticato il perche' stanno correndo, non sanno verso dove vanno e vivono senza sogni. Vedo persone che non sanno apprezzare la nebbia quando c'e'. Ne vedono solo il lato negativo. Ci sono alcuni che non hanno mai guardato un uccellino mangiare in un prato, persone che non sanno apprezzare le bellezze della natura quando queste si presentano. A me piace quando posso guardare il tramonto. Mi piace mettermi in riva ad un fiume e guardare l'acqua che scorre e immaginare di essere una goccia di quella marea di acqua perche' posso sognare di arrivare ovunque. Ci sono persone che non sorridono mai o scambiano il valore di un sorriso, persone secondo cui se sorrido e' perche' ne posso avere un tornaconto.
C'e' una cassiera al supermercato dove vado di solito. Non e' particolarmente bella, e' una persona normale come ce ne sono molte. Beh ogni volta che vado alla cassa a pagare da lei mi guarda sempre in viso e mi sorride. Ed e' un sorriso bello perche' a me sembra provenga da dentro. Io la ammiro. Magari ha mille problemi in piu' di quelli che ho io, ma sorride ogni giorno. Beh ecco, credo che le menti elette siano tutte le persone che non sono quello che ho detto fino ad ora, cioe' il contrario delle persone che ho ritratto fino ad ora.
Certo in questa accezione, non si puo' essere una "mente eletta" in ogni momento. Anche io non sono sempre li' che sorrido a tutti, anche io magari mi arrabbio con quello che dopo che ti sei fatto tutta la fila al mattino (e sei sempre di fretta!!!) arriva tutto tranquillo sulla corsia di sinistra e pretende di passare avanti a te mentre dovrebbe svoltare.
Pero' credo di avere la capacita', che per fortuna non e' solo mia, di vedere cose che molte persone non vedono. Io vedo il sorriso della cassiera sopracitata e mi regala un po' di luce. Molte persone nemmeno la guardano in viso quando lei saluta. Io la guardo sempre negli occhi e cerco di fare uscire il piu' bel "CIAO" che mi viene in quel momento. Ho come la sensazione che la gente abbia paura a mostrarsi per quello che e'. Credo che tutti abbiano il potenziale di cogliere le cose che vedo io e di essere gentili con gli altri. Pero' a volte la gente si dimentica di questo.
Pensa oggi ho fatto una cosa che a me e' piaciuta molto. Ero a pranzo con due miei amici alla mensa dove andiamo di solito. Ad un certo punto entra una ragazza che avra' 22 o 23 anni. Non e' molto appariscente, non e' una che ti giri e dici "Miiii che figa!!!" passami il termine. Ma cavolo ha un viso di un angelo e i suoi occhi hanno "rubato al cielo un po' della sua vernice" (Eros). Ogni volta che entra io la guardo, cerco di guardarle il viso e di coglierne un sorriso. Beh oggi mi e' venuta in mente una parte del libro di Buscaglia che ho letto e mi e' venuta in mente la mia amica Sissy. Allora ad un certo punto mi sono alzato e sono andato al tavolo dove era lei. Irradiava luce anche di spalle... :-) Ecco il dialogo:
"Scusami?"
"Si'"
"Beh innanzitutto CIAO e buon appetito"
"Ciao a te!"
"Senti, posso domandare il tuo nome"
"Certo sono [beep]"
"Dove lavori? Ti vedo spesso qui..."
"Lavoro... [beep]"
"Ascolta, non vorrei sembrare inopportuno ma... ho letto un libro recentemente. E sul libro c'era scritto che se vedi una persona e vuoi dirle qualcosa beh non devi aspettare, devi cogliere il momento, devi andare da lei e parlarle. Beh io oggi ti ho vista entrare e sono venuto qui solo per dirti che... si' insomma... volevo solo dirti che hai il viso piu' dolce e piu' bello che io abbia mai visto!!!"
"Grazie!" (rossa come un peperone....)
"Niente figurati, ho detto solo la verita'. Spero che la prossima volta potro' vedere un tuo sorriso quando ci vedremo ancora qui! Ora ti lascio al tuo pranzo! Ancora buon appetito e buona giornata"
Ora... quante persone sarebbero andate da lei a dire una cosa cosi'? Non credo sarebbero state molte. Ok ok ci vuole anche una bella faccia tosta per fare una cosa cosi', pero' devi anche essere minimamente sicuro di te stesso. Io non e' che penso che posso fare proprio tutto certo, pero' quando sono andato da lei ero sicuro che se fossi stato dolce e pacato, certo i miei complimenti non avrebbero dato fastidio. E quando parlavo con lei non avevo paura della sua reazione! Certo era proprio una fata...
Mi sento un po' bambino a raccontare di una cosa cosi', come un bambino che ha preso la cotta per la sua compagna di banco. In realta' non credo che purtroppo approfondiro' la conoscenza con questa persona, visto che mi sembra un pochino irraggiungibile. Ma mi sono fatto prendere da sta cosa e l'ho fatta. Non ci ho pensato moltissimo, un paio di minuti e via... altrimetni perdevo l'attimo. Beh ecco spero di essere riuscito in qualche modo a farti capire in parte cosa penso dell'idea della anime elette.

 

 


25 maggio 2000

Oggi e' successa per me una cosa un pochino spiacevole. Oggi una persona in qualche modo a me "cara" ha deciso che era giunto il momento in cui le nostre vite dovevano prendere strade diverse. Sia ben chiaro fin da ora che non sto parlando di una mia eventuale ragazza. Sto parlando di una persona (ok di sesso femminile... :-)) conosciuta in un modo stranissimo circa tre mesi fa.
Piano piano siamo diventati amici, anche se si trattava di una amicizia un po' strana per vari motivi che qualcuno conosce (e il sesso non centra niente). Durante questi tre mesi ci siamo conosciuti piuttosto bene, lei e' entrata nel mio "castello" e io sono entrato nel suo. Certamente abbiamo conosciuto solo una parte di noi, quella che ognuno di noi ha voluto far conoscere all'altro. Lei non sa tutto di me come io non so tutto di lei, ma si puo' mai conoscere una persona fino in fondo? Forse non conosciamo nemmeno noi stessi, figuriamoci gli altri...
Poi di colpo e' arrivato un momento di "distacco", chiamiamola "pausa di riflessione" se volete... Non ci siamo sentiti per un po' di tempo e poi lei mi ha detto che in quel momento non c'era posto per niente nel suo cuore, nemmeno per la nostra amicizia. Non ha voluto staccarsi da me perche' mi interessava o perche' io interesavo a lei e non era ricambiata.
Io ci sono rimasto un po' male perche' insomma e' andato tutto benissimo fino ad un certo punto e poi basta, cosi' di colpo. Parlando con lei ho capito che la cosa non e' nata cosi' "di colpo", ma che lei pensava alla cosa da qualche tempo perche' c'era un problema tra noi. Ora io non voglio discutere su quanto grande e importante fosse questo problema, il fatto e' che io non ne sapevo niente. Lei ha tenuto questo nostro problema per se, senza mai parlarne con me... e insomma visto che il problema ero in una certa misura io o comunque la cosa mi riguardava, beh ecco mi sarebbe piaciuto essere reso partecipe della cosa. Ha tenuto tutto per se fino al punto di decidere di non sentirci piu'.
Ora, tutto questo per dire che un atteggiamento di questo tipo risulta per me un pochino irritante. Quando in gioco non siamo solo noi ma c'e' almeno un'altra persona secondo me bisogna pensare un po' a tutti e due e in generale sono convinto che essere onesti sia la cosa migliore. Se io ho anche il minimo problema con una persona a cui tengo, beh ne parlo con lei. Poi magari questa persona non ci puo' fare niente perche' non dipende da lei, ma almeno sa che nel mio cuore c'e' un po' di travaglio. Non e' giusto invece tenere tutto per se  e tirare fuori tutto solo alla fine, quando "i cocci sono rotti".Questa e' mancanza di rispetto secondo me.
Purtroppo questo non e' un caso isolato ma ahime' spesso le persone si allontanano dalle altre proprio in questo modo e secondo me tutto questo e' un po' triste. Poi ognuno ha le sue idee, certo, ma io qui esprimo le mie. Tutta questa vicenda mi sembra un tristissimo "Deja vu", destinato temo a ripetersi ancora.

 

 


12 ottobre 2000

Stamattina la giornata e' iniziata troppo bene! Sono andato al supermercato per comprare i panini per il mio pranzo. Arrivo alla cassa e' che una signora anziana che ha messo le sue cose sul rullo per pagare e sta dicendo alla tipa (alla cassiera) che ha moneta. La cassiera "ha le sue cose" e non se la fila quasi per niente. Va bene che sono le otto di mattina ma un po' di cordialita' cavolo!. La signora imperterrita cerca la moneta e cerca di essere affabile. La signora mi sta gia' simpatica, la tipa mi sta sulle balle. 
Salutiamo la cassiera con un "Ciao" alla quale risponde con un altro "Ciao" che a me suona come un "Ma che ci fai in giro a quest'ora? Non stavi meglio a casa tua?". Paghiamo. La signora sta ancora mettendo le cose nel sacchetto, incrocio il suo sguardo.
"Buona giornata signora". Lei si illumina letteralmente, come folgorata dal fatto che qualcuno che non conosce la saluti forse (certo che se vede tutti i giorni una cassiera come qualla, con un tasso di simpatia che ha come estramo superiore meno infinito...), mi saluta con un sorriso che mi ha illuminato tutta la giornata.
Eh le donne di una volta!!!!!! Ehehehe. Buonanotte!

 

 


16 ottobre 2000

Questa notte si sente molto freddo, anche se non siamo ancora in inverno inoltrato. Il PC sopra le mie ginocchia e' piacevolmente caldo e il calorifero sbuffa aria calda da qualche minuto. Fuori c'e' la notte, e piove. Piove da giorni ormai e le cose poco lontano da me non vanno troppo bene, c'e' gente che stanotte dorme fuori casa perche' la loro casa se l'e' portata via l'acqua.
Ogni volta che in Tv fanno vedere queste cose mi prende un senso di ansia perche' penso a come ci si puo' sentire. Non e' che ci puoi fare niente, vedi l'acqua che ogni mattina e' un po' piu' alta e di colpo te la ritrovi sotto i piedi.
Eppure a me la pioggia normalmente piace, ma non quando e' cosi' pero'. Questa notte pero' non ci sono solo pensieri tristi. Ho passato uno dei piu' bei week end degli ultimi anni.

Ieri mattina mi sono svegliato in un albergo di Alassio. Ho guardato fuori dalla finestra e vedevo uno spettacolo bellissimo. Davanti a me, a quindici metri da me, c'era il mare. Un mare grigio, pieno di onde grandissime tanto che in molti ieri mattina ci facevano surf. Siamo ad ottobre ma pensandoci e' anche l'unico periodo in cui si puo' fare surf dalla nostre parti, visto che si deve aspettare veramente che ci sia brutto tempo.
Daventi a me c'era il molo. La gente (che secondo me non aveva proprio niente da fare...) passeggiva sul molo proteggendosi con un ombrello o un impermeabile perche' pioveva a dirotto. Una signora accompagnava il cane (poi non si capiva bene chi accompagnava chi viste le dimensioni del cane) alla passeggiata mattutina, tutta imbacuccata nel suo impermeabile di due misure piu' grande.
Il mare era un po' tanto incazzato. Il vetro era appannato perche' fuori faceva freddo ed era molto umido. La pioggia batteva contro la porta a finestra. Wow! Non un filo di sole, solo pioggia e onde! E poi non ditemi che il mare in inverno non e' bello. A me quasi piace piu' in inverno che in estate!
E' stato bello risvegliarsi a quel modo, con qualcuno che rimane li' abbracciato con te e fuori quello spettacolo. Che bello sentire la coperta di lana che ti scalda, rimanere in silenzio, occhi chiusi. Sarebbe bello svegliarsi tutte le mattine della vita con quella sensazione e quelle emozioni.
Siamo scesi a fare colazione e il tavolo era pieno di quelle che io chiamo "schifezze" varie. Roba del tipo torte, tortine, pasticcini, succhi di frutta, dolcetti. Roba che secondo me uno a casa sua non mangia nemmeno se lo pagano ma e' bello quando di dorme fuori o comunque mi piace l'ambiente ecco... Personalmente ho assaggiato qualcosa, ma la colazione sostanziosa non fa per me devo dire. C'e' invece chi ha il coraggio di bere due tazze di the al latte (un affronto al gusto :-)), mangiare come un maialino un panino con la marmellata di fragole, due fette di una strana torta (le fette erano piccole, a onor del vero! :-)) e giustificare il tutto con un dolcissimo "Dovro' pure nutrirmi no?". Certa gente e' proprio strana eh? :-)

In albergo con noi non c'era molta gente ma un paio di tavoli di signori anziani li' per qualche giorno.
La sera prima usciti dal ristorante (mamma mia che cena! Non sono un amante del pesce io, ma wow! Mi sono abbuffato!) avevamo davanti un signore e una signora che si tenevano a braccetto. Avranno avuto 65 anni, tanto per dare un'idea, e ancora giravano a braccetto e si davano i bacini. 
Ma e' una finta? Allora forse l'amore vero esiste? Sperem! O forse sono io che mi perdo in queste cose.
Qui mi verrebbe di parlare d'amore e di cosa penso della cosa ma verrebbe una cosa troppo complicata. Se qualcuno ne vuole parlare puo' firmare il guestbook che e' li _anche_ per esprimere le opinioni di chi legge riguardo a tante cose. Non si puo' cmq fare un discorso compiuto sull'amore anche perche' e' una cosa su cui si hanno opinioni spesso mutevoli, che vanno un po' con l'esperienza. Anzi pensandoci bene direi che uno ha gia' di partenza una certa idea dell'amore e del suo valore. Solo che poi magari a seconda delle cose che fa o delle esperienze che attraversa ne mette in luce solo alcuni aspetti. Ma poi anche queste sono seghe mentali, e' che stasera gira cosi'. Ho troppe cose per la testa, troppe idee piu' o meno vaghe. Sono un danno.

Facciamo cosi', visto che gia' sto facendo un po' troppo casino, chiudo qui con le mie elucubrazioni che e' meglio. Quando ho qualche miinuto aggiorno la pagina (e' poca roba ma almeno ogni tanto aggiorno). Alla prossima!

 

 


17 ottobre 2000

Ore 9.10. Sono nel laboratorio della mia universita'. Stamattina come ieri sera avrei voglia di scrivere ma come ieri sera ci sono troppe cose che mi frullano per la testa e non riesco, al solito, a controllare e filtrare i pensieri.
Questa mattina mi sono svegliato strano e sono in un mondo tutto mio. Ho voglia di stare lontano dal casino e dalla "folla" che mi sento come se in questo momento rappresentasse una sorta di pericolo per me. Questa mattina in auto si ascoltava la radio che diceva come stanno le cose in giro, c'erano un sacco di collegamenti da dove i fiumi sono li' li' per uscire dagli argini. Ansia anche per questo. Lo so che non dovrei essere cosi' sensibile alla cosa, e' la prima volta che una cosa che accade "nel mondo", intentendo "nel mondo" come qualcosa che non mi riguarda dirattamente, mi prende cosi' tanto.
Stamattina comunque e' come se una musica mi accompagna, una musica dolce, una musica da ballare. Voglia di dormire. Una musica di solo piano, che puoi ascoltare stando sdraiato sul tuo letto al buio. Sfigato come sono il Cd del computer che sto usando non funziona quindi canticchio nella mente una canzone carina.
Venendo in auto a Crema guardavo la pioggia scendere attraverso i finestrini appannati. Si chiacchierava di donne, al solito, con i miei compagni di viaggio, ma i discorsi ovvio non li riporto. :-) La pioggia nonostante i casini continua a piacermi, mi piace guardarla scendere lenta. Giornata grigia anche oggi, clima ideale per rimanere a letto al caldo. Ma non si puo'.

A volte guardo le persone e ascolto un po' i loro discorsi e mi rendo conto di quanto una persona puo' essere impenetrabile. Nel senso... la persona che ora sta davanti a me non sa niente di me e io non so niente di lei. Onestamente non mi frega sapere cosa gli passa per la mente ma mi piace coccolarmi con l'idea che nemmeno lui ha la minima idea di quello a cui sto pensando. Credo che coltivare i propri pensieri "in solitudo" (miii come me la tiro col latino) sia una forma di rispetto assoluto della propria privacy.
Magari quella persona pensa peste e corna di me ma non mi frega. Io so cosa penso e a volte so cosa valgo e non mi interessa il suo parere. Certo che la mattina non sto bene perche' faccio dei discorsi veramente allucinati. Forse e' solo il periodo, forse avrei solo voglia di andare via come ho fatto. Mi manca ad esempio quel bellissimo mare. Mi manca la sensazione della domenica mattina, col sole che non c'e' ma tanto e' bellissimo lo stesso. Pioggia. Vedi pensiero di ieri sera per capire di cosa sto parlando. 
Ora torno nel mondo dei vivi che e' meglio, magari cerco di sorridere un po' al mondo perche' cosi' come sono mi sento un'ameba.
Buona giornata Rod.

 

 


Alcuni dei prossimi "pensieri" sono racconti brevi o lettere che io stesso ho pubblicato su ScritturaFresca.org, un sito assolutamente da vedere se vi piace leggere e/o scrivere
Per ogni racconto pubblicato eventualmente su ScritturaFresca.org trovate il link cliccando sul titolo

 

 

3 novembre 2000

Ritorno a sognare

Il ragazzo aveva voglia di sentirsi in qualche modo "stordito" da qualche cosa, come volesse un modo per fuggire da questa realta' che gli va un pochino troppo stretta. Non e' la realta' che gli andava stretta forse. Forse e' proprio lui che va stretto a se stesso, forse e' proprio lui che non si piace ora. Forse si sente un po' in colpa perche' quello che ha e' molto. 

A volte pensa di non meritare quello che ha perche' non sta facendo abbastanza. Pensa di non dare a quella persona che gli sta dando moltissimo tutto quello che meriterebbe. Pero' quando sta con lei si sente veramente vivo e lei e' cosi' dolce. 

Il ragazzo spera che un giorno sia in grado di regalare a questo angelo il sogno che si merita, spera di essere capace di donarle tutta la dolcezza, tutto l'amore, la comprensione, la stima che merita. 

Ecco allora una musica nuova nelle sue orecchie. Una musica forte, che ti fa battere il tempo con il piede. E' una canzone nuova, di un cd che si e' appena regalato. Ha voglia di "partire" con la mente, ha voglia di ballare ballare ballare e alla fine andare da lei. E dormire con lei, abbracciarla al caldo delle coperte, baciarla, fondere la sua anima alla sua nell'unione sublime dei corpi. 

La chitarra di The Edge lo trascina in un giro vorticoso, lo porta in alto con la mente per poi riportarlo alla realta' non appena la voce del cantante ricomincia a sentirsi. 

Ci pensa un secondo. Cosa sta facendo? Sta sognando ancora! Quanto tempo era che non lo faceva cosi'? E grazie a chi ha ricominciato a sognare? La risposta se l'e' data da solo. Pensa che stanotte stara' con lei e le dira: "Grazie mia cara, mi hai fatto ritrovare i miei sogni". 

 

 


5 novembre 2000

Montagna di "felicita'"

Sara' stata forse la giornata uggiosa. O forse quel film cosi' malinconico. Di fatto, alle sei del pomeriggio di quella domenica cosi' autunnale, con un freddo che ti sale nelle ossa, con la nebbia che nasconde le cose la' fuori e la mamma che in cucina fa la torta... in quella domenica il ragazzo si sentiva cosi' pensoso e un po' triste. 

Tutta quella serie di circostanze gli fece tornare in mente di quel momento. Quel momento in cui era piu' forte e piu' grande di tutti. Quel momento in cui era arrivato quasi sulla cima di quella montagna cosi' alta. Da lassu' vedeva tutto e il tutto, in quanto tale, era bellissimo. Colori stupendi come quelli che ha ammirato ieri. Luci lontane e nuvole che, come gli ha suggerito qualcuno involontariamente ieri, sembravano panna montanta. 

In cima a quella montagna si sta bene, ci si sente cosi' pieni di vita, cosi' pieni di speranze e semplicemente... perfetti. 

Ad un tratto pero' cadde rovinosamente. Cadde verso il basso come cade un funambolo quando sbaglia. Perche' cadde? Forse perche' in realta' su quella montagna non era mai arrivato o forse perche' il suo compagno/a di viaggio lo aveva spinto giu'? Questo, a distanza di tempo, ancora non riesce a spiegarselo. 

Durante la caduta cercava in ogni modo un appiglio, una piccola sporgenza della roccia alla quale aggrapparsi per non cadere troppo lontano, lasciando solo il suo compagno/a di viaggio. Non ci riusciva, anzi ogni tentativo lo cacciava sempre piu' giu', sempre piu' lontano. Finche' non arrivo' in basso. Tanto in basso, a una altezza sotto la quale non poteva piu' andare. 
"Che fara' ora il mio compagno/a di avventura? Stara' bene? Come fara' senza di me? E se fosse stato lui/lei a spingermi giu'?" 

Sapore di sangue in bocca, un dolore al petto come non mai e la testa che fa male. Come dopo uno di quei sabato sera etilici e la domenica mattina vorresti solo mettere la testa sotto l'acqua fredda. 

In quel momento si domando': "Cosa e' successo? Dove ho sbagliato?" 
Da laggiu' ora vedeva quanto in alto era arrivato e si rese conto di come a volte si intraprendano strade senza curarsi di quanto puo' essere pericoloso. Ma la maggior parte delle volte ne vale la pena. 

Passarono molte persone e lui era li'; qualcuna gli diede un brivido, qualcuna gli asciugo' un po' le lacrime e le ferite ma lui rimase li'. Solo una si fermo' e rimase li' con lui; lei e quelli che stavano con lei. Non era un problema delle altre persone, se era li' era solo un problema suo. Era solo "colpa" sua ora. Come uno che e' a letto al lunedi' mattina e non vuole andare al lavoro ma intanto si rigira nel caldo delle coperte. 

Poi piano piano ricomincio' a salire perche' quello che aveva visto in quei pochi attimi era troppo bello. Lungo la strada trovo' un altro viaggiatore/rice. Erano cosi' simili, cosi' terribilmente compatibili in tutto che decisero di continuare assieme la strada. Arriveranno in cima? Ci rimarranno? Sembrano essere sulla buona strada, se non fosse che lui si tiene sempre a fianco una corda di salvataggio, perche' la verita' e' che si caga addosso. Questa cosa non lo fa sentire bene e sta cercando di arrampicarsi veloce quanto il suo compagno/a. In fondo al cuore spera tanto di farcela e di non deludere nessuno, almeno questa volta. Perche' forse la volta prima ha deluso qualcuno. Non sa ancora dire se se stesso o qualcun altro. 

 

 


6 novembre 2000

Paranoie di una notte d'estate

E' una notte d'estate. 
Il ragazzo e' seduto sul sedile della sua auto. Al suo fianco Lei, abbracciati stretti. "Rimaniamo abbracciati cosi'?". "Ma certo". 

Le stelle stanotte latitano. O forse loro sono sempre la', solo che stavolta delle nuvole nere le oscurano. Non fa poi tanto caldo, anzi! "A che pensi? Stai bene?" 
Il ragazzo non risponde. Nella sua mente quegli alberi sono TROPPO neri. E perche' si muovono? Sembrano delle cose strane. Il ragazzo ha paura. Paura di che? Degli alberi? Ma cazzo e' irrazionale! 

Pensa: "Ma che faccio? Son matto? La fuori non c'e' un cazzo". 
Il granoturco li' attorno fa rumore perche' soffia un certo vento. 
"Cos'e' questa luce? Ah ok e' l'antifurto." "Cos'e' questa luce?". "Cos'e' questo rumore?". "Amore mi abbracci?". "Stai bene?". "Mica tanto". Aria. Gli serve aria. Ma lontano da quegli alberi e da quelle foglie. 

Tre quattro minuti. Panchina lungo il fiume. Li' e' tranquillo. E' abbracciato a lei, li' si sente un pochino meglio. "Chi c'e' la in fondo? Cosa vogliono quei ragazzi?" Rumore di passi. Il ragazzo si rifugia in un abbraccio stretto. Occhi chiusi. 

Un ramo passa in mezzo al fiume. Lei lo guarda con aria stupita e occhi strani, forse semplicemente curiosi. Il ragazzo vede il suo sguardo e sente un senso di panico. E' solo un legno. Che notte del cazzo. 

Stanotte e' in qualche modo simile. Ma stavolta il ragazzo si rannicchiera' sotto le sue coperte. E' gia' in un posto sicuro. Manca Lei e' vero, ma Lei c'e', anche se non fisicamente! Che stia diventando paranoico? Beh, notti cosi' capitano raramente. Meno male. 

 

 


28 novembre 2000

Strano risveglio

Il ragazzo aveva riaperto gli occhi dopo aver dormito un po'. Era rimasto a pensare qualche momento e poi si era accorto che il caldo del calorifero e quella stanza chiusa lo stavano soffocando lentamente. Il suo cuore batteva troppo velocemente ma forse non si trattava solo del caldo, erano semplicemente i suoi pensieri che lo angosciavano. 

Si era alzato, ciabatte ai piedi di corsa giù' per le scale e poi fuori, dalla porta secondaria. Faceva freddo, un bel po'. L'aria sembrava quasi volerlo assalire e una sorta di vento freddo lo colpiva, le sue guance punzecchiate da una brezza gelida. Dopo un lungo e profondo respiro e anche i suoi polmoni si accorsero del freddo che faceva. 

Si sentiva un po' meglio, il freddo lo aveva tolto dal suo stato assurdo. La notte gli mostrava un cielo finalmente pieno di stelle dopo tanti giorni di nuvole. Stelle e freddo, un' accoppiata straordinaria per lui che amava i posti freddi e sognava guardando quei puntini la' in alto. 

Il tempo e l'atmosfera gli fecero venire voglia di essere "solo in mezzo a tanti". Sognava di essere in una via del centro piena di persone ma fondamentalmente solo, tutto imbacuccato nel suo cappotto nero e con quella sciarpa a coprirgli tutto fin quasi al naso. Irriconoscibile ai più'. E sognava una neve fina fina, di quelle che si fermano sul cappotto e rendono allo stesso tempo tutto cosi' magico. 

Tanti altri pensieri lo assalivano, a volte pensieri più cupi, altre volte un po' più' positivi. 
Ma ora il ragazzo si rese conto di non essere in grado di riportarli tutti, perché' sente troppo male anche solo a pensarci. Sara' per la prossima, forse.

 

 


7 dicembre 2000

Presenza e no

Questa sera qui ci sarebbe stato bisogno di te. Ma non c'eri. E' una cosa che ahime succede troppo spesso ultimamente. 

Hai fatto una scelta, sei qui per la meta' del tempo utile. Per l'altra meta' no. Il fatto e' che per una strana caratteristica della nostra mente, benche' tu ci sia meta' delle volte si' e meta' delle volte no, mi sono quasi abituato all'idea della tua non presenza e la tua presenza mi sembra una cosa straordinaria, qualcosa di "strano". Questa cosa e' oggettivamente agghiacciante. 

Non ho idea e non voglio nemmeno pensare a dove sei, con chi sei e cosa stai facendo. Come poche altre volte nella mia vita voglio guardare solo la punta del mio naso stanotte. E guardando la punta del mio naso mi accorgo che ci dovevi essere e non c'eri. 
Questa sera ci sono stato io al tuo posto. Ma non era un mio compito. E' come quando firmi un contratto in cui si dice cosa devi fare e poi non lo rispetti. 

So che le cose non cambieranno. Forse stai inseguendo un tuo sogno, voglio essere magnanimo stanotte. Ma non si possono inseguire due sogni contemporaneamente. Tempo fa ne hai scelto uno e dovevi rimanere su quello. 

Tra 23 giorni lo stesso problema di oggi si ripresentara'. Solo in una forma leggermente diversa. 

Non so cosa tu stia facendo e cosa tu stia pensando alle due e cinque del mattino. Io penso solo che non saro' mai cosi'!!

 

 


27 dicembre 2000

E' passato un anno esatto dal giorno che ho iniziato a scrivere la mia home e devo dire che le cose con il tempo sono un bel po' cambiate. A parte il fatto che ho aggiunto delle cose dall'inizio (un po' di foto, pensieri, citazioni), devo dire che anche io sono cambiato rispetto a un anno fa.

Non saprei dire esattamente in cosa sono cambiato, tante convinzioni in piu', tanta fiducia in me stesso, tante persone nuove sono entrate nella mia vita e altre ne sono a vario titolo uscite. C'e' una frase un po' amara che ho letto in un locale dell'azienda dove ho lavorato due estati fa che diceva piu' o meno cosi': "Nella mia vita tutti portano fortuna, alcuni entrando, altri uscendo"

Frase molto strana ma anche piena di verita'. Mettero' questo scritto sia tra i miei pensieri (lo devo per coerenza con l'architettura generale delle home) che in "Perche' questa pagina".

Perche' sono qui a scrivere ancora questa pagina ora? Dopo un anno intendo. Boh, forse perche' e' ancora un modo per manifestare i miei pensieri e per fare conoscere la mia persona agli altri ma anche a me stesso.

In occasione del primo compleanno della mia home mi sono regalato un dominio intero e ho riscritto la pagina partendo da zero. Magari a molti sembrera' piuttosto uguale e prima ma e' proprio quello che volevo succedesse. Ho riscritto tutto, ma si tratta solo di una riorganizzazione interna che vorrebbe essere trasparente ai visitatori. A presto e ricordatevi che il guestbook e' li' per voi!